di Laura Quadri
Anche i laici e le laiche impegnate nella Chiesa diocesana guardano con favore all’anno di pontificato appena trascorso di papa Leone XIV. È quanto ci testimonia in questo dialogo con Catholica e catt.ch
Corinne Zaugg, presidente dell’Unione femminile cattolica ticinese (UFCT). Corinne Zaugg, come valuta questo primo anno di Pontificato di papa Leone?
Sin dal momento della sua elezione, la domanda che si ponevano tutti era questa: «Come riuscirà papa Leone a gestire la figura del suo predecessore?». Proseguirà sui passi di papa Francesco o si incamminerà su sentieri nuovi e diversi? Pronuncerà anche lui quel «Buonasera» che ha fatto sobbalzare il mondo intero, ponendo di fatto le basi di un intero pontificato o oserà iniziare in altro modo? Distanziandosi da papa Francesco? Scegliendo l’augurio « La pace sia con tutti voi» papa Leone ha scelto questa seconda strada. Né distante né uguale. La sua. E questo è stata fonte del mio stupore allora e continua ad esserlo tutte le volte che lo ascolto. La direzione è quella imboccata dal papato di Francesco; l’attitudine, le modalità, i gesti e le parole sono ineditamente di Leone.
C’è un tema in particolare dei discorsi del Papa che l’ha colpita, per come è stato espresso?
Certamente quello legato alla pace. Papa Leone XIV parla di una «pace disarmata e disarmante», definendola non un’utopia ma una scelta concreta basata su dialogo, perdono e giustizia. Per contro condanna la guerra come «avventura senza ritorno» e invita a spegnere l’odio, definendo «santa» solo la pace e mai la guerra.
Qual è stato il contributo alla vita laicale dato dal Papa in questi 12 mesi?
Mi sembra significativo che durante le udienze del mercoledì il Papa abbia scelto di proporre una catechesi sulla Lumen gentium, la cosiddetta «costituzione sulla Chiesa » che, all’indomani del Concilio Vaticano II, ridefinisce i laici non più in base a quello che non erano (né chierici né religiosi), non più «esterni integrati», ma «popolo di Dio» e in quanto tale parte costitutiva della Chiesa. Quindi dentro alla struttura teologica e non ai suoi margini.
Sul tema delle donne e della donna nella Chiesa, qual è stato il suo contributo finora?
Tra i «laici» ritroviamo sia uomini che donne. In quanto donna laica mi sento naturalmente parte del popolo di Dio e dentro la struttura teologica e non ai suoi margini, come dice lo stesso Papa! In diverse occasioni papa Leone ha definito le donne testimoni straordinarie, figure incredibili: le prime «a prendersi cura del pane che manca, a seminare speranza nei solchi della terra, a forgiare il futuro con mani callose per la fatica». Io penso, vi siano persone eccezionali sia tra gli uomini che tra le donne e che la questione femminile andrebbe affrontata in maniera più strutturale.
Cosa si aspetterebbe nel prossimo futuro dal Papa, per qualcuno che si impegna ogni giorno nella società civile, secondo i valori cristiani? Per quali temi auspica l’ attenzione del Papa?
Il mio auspicio è che il Papa possa essere libero di ascoltare lo Spirito che soffia e aperto ai segni dei tempi che oggi, a mio avviso, parlano al femminile.