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Cuba, una Chiesa in prima linea: padre Correa Lira ospite in Ticino

Arriva dalla Germania, ma il suo cuore è rimasto in parte tra le strade di L'Avana. Padre José Luis Correa Lira, sacerdote del Movimento di Schoenstatt originario del Cile, sarà ospite di alcune parrocchie ticinesi — Viganello e Pregassona — dal 12 al 14 giugno, su invito di Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACN). Una visita che ha un obiettivo preciso: creare un ponte tra i fedeli cubani e quelli svizzeri, ringraziare chi già sostiene la Chiesa sull'isola e invitare altri a farlo.

Vent'anni di andate e ritorni

Padre José Luis ha visitato Cuba per la prima volta come missionario e da allora non ha più smesso. Venti soggiorni in totale, ciascuno dei quali lo ha portato a contatto diretto con sacerdoti, vescovi, seminaristi e comunità parrocchiali sparse per l'isola. Non si è trattato di presenze occasionali: ha guidato esercizi spirituali annuali per il clero, tenuto corsi di formazione permanente, accompagnato ritiri per seminaristi. Un lavoro paziente, costruito nel tempo, che gli ha permesso di conoscere dall'interno le dinamiche e le fragilità della Chiesa cubana.

Nato nel 1962, ordinato sacerdote nel 1991, Correa Lira ha alle spalle una biografia densa. Ha insegnato in diverse università cilene, ha lavorato come missionario in Perù, ed è stato per otto anni coordinatore del Movimento di Schoenstatt per tutto il continente americano — Nord, Centro, Sud America e Caraibi insieme. Dal 2024 collabora con la direzione internazionale dei Padri di Schoenstatt in Germania, occupandosi direttamente della formazione continua dei sacerdoti in India e in Africa. Cuba, però, resta un capitolo a parte nella sua storia.

Libri, medicine, vestiti: la solidarietà concreta

Tra un viaggio e l'altro, il suo impegno non si è mai interrotto. Dal Cile prima, poi dal Costa Rica, Correa Lira ha continuato a inviare sull'isola libri, medicinali, vestiti e altri beni. Un tipo di sostegno che dice molto sulla situazione reale: a Cuba mancano cose elementari, non solo libertà. Mantiene ancora oggi contatti regolari con sacerdoti che lavorano sull'isola, ma anche con altri che l'hanno lasciata — uno è impegnato a Madrid nel progetto «Cobijo», un altro opera a Miami. Una rete informale, tenuta insieme da relazioni personali e da un senso comune di responsabilità.

Un'isola alle corde

Cuba, undici milioni di abitanti stretti tra il Golfo del Messico e il Mar dei Caraibi, attraversa una crisi profonda. Dopo il rapimento in Venezuela di Nicolás Maduro da parte del governo Trump, l'isola ha smesso di ricevere petrolio: le conseguenze sull'energia elettrica e sulla mobilità sono state immediate e pesanti. Ai cubani mancano assistenza medica, generi alimentari di base, medicine. La libertà di espressione è limitata, le prospettive per i giovani quasi assenti.

In questo quadro, le parrocchie rappresentano spesso l'unico punto di riferimento concreto per le fasce più vulnerabili della popolazione. Organizzano mense per i poveri, offrono catechesi ai bambini, accompagnano anziani e malati. Una presenza silenziosa, come la definisce lo stesso ACN, ma tutt'altro che irrilevante.

Schoenstatt in Ticino

Le tappe ticinesi di questo viaggio si inseriscono in un'iniziativa più ampia di sensibilizzazione promossa da Aiuto alla Chiesa che Soffre, che da anni sostiene la Chiesa cattolica cubana attraverso progetti di formazione del clero, costruzione e ristrutturazione di edifici ecclesiali, fornitura di materiale liturgico e sostegno ai viaggi pastorali. La presenza di un testimone diretto — qualcuno che conosce i nomi, i volti, le storie — cambia il registro della comunicazione. Non più statistiche o report, ma racconto vissuto.

Padre Correa Lira ha dichiarato di essere lieto di poter incontrare i benefattori ticinesi per ringraziarli personalmente. Dietro questa frase, apparentemente di circostanza, c'è qualcosa di più sostanziale: la gratitudine di una Chiesa che sopravvive anche grazie alla solidarietà di chi non l'ha mai vista, ma ha scelto di sostenerla lo stesso. Viganello e Pregassona, per qualche giorno, diventeranno un piccolo punto di contatto tra due mondi lontanissimi eppure uniti da qualcosa di essenziale.

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