di Laura Quadri
“O alto e glorioso Dio, illumina le tenebre del cuore mio…» è la preghiera che San Francesco d’Assisi probabilmente portava in cuore nel contemplare il crocifisso della chiesa diroccata di S. Damiano. È in quel momento che Gesù, parlandogli dalla croce, come raccontano le agiografie, gli comunicò la sua vocazione: riparare la Chiesa, da cui deriverà la sua azione in favore dei poveri e della pace. Un momento storico di grande importanza e di cui anche in Diocesi si tornerà a fare memoria con un gruppo di pellegrini che, in occasione della S. Messa sul Gottardo per il 1. agosto, si incamminerà verso il Passo dal Motto Bartola.
Il percorso, che inizierà alle 7.30, sarà guidato da don Paolo Solari, parroco di Novazzano. «Visto che ricordiamo quest’anno gli 800 anni dalla morte di S. Francesco, mi è stato suggerito dalla Diocesi di pensare a un momento che ne facesse rivivere la sua eredità. La visione di S. Damiano risale alla gioventù di Francesco, quando è ancora in ricerca; è di quegli anni l’incontro con il lebbroso, che innesca in lui una conversione all’amore e alla fiducia in Dio, anni dunque fondamentali, sebbene vissuti da molto giovane. Camminando verso il Passo, vogliamo metterci alla scuola di questo S. Francesco “degli inizi”, autore della preghiera che ho scelto di proporre per la meditazione», ci racconta.
Una camminata spirituale
«Questa preghiera – prosegue don Solari – è molto cara ai francescani: è sintetica, facile da imparare a memoria e può ispirare molti, in qualunque stato di vita ci si trovi, dai fidanzati, agli sposi, ai religiosi». La si mediterà, spiega don Solari, in quattro tappe: alla fine e all’inizio del percorso e nel mezzo, con due soste. Sarà quindi accompagnata «da canti e preghiere semplici, ad esempio il “Laudato sii” francescano, ma anche dal silenzio, che ci permetterà di stare nella natura ciascuno col proprio passo: un atteggiamento importante nello stile del pellegrinaggio.
Non vogliamo infatti proporre un atto sportivo, sebbene ci incammineremo su un sentiero di montagna, bensì un momento spirituale».
Festeggiare la Patria da cristiani
A unirsi al pellegrinaggio dal Motto Bartola, ormai proposto da diversi anni, sono solitamente diversi pellegrini da tutto il Ticino: chi ci torna annualmente, o chi vuole provarlo per la prima volta, «la casistica è varia, ma è importante sottolineare che si rivolge bene, come attività, anche ai giovani e ai minori accompagnati».
Ricordare il 1. agosto nella preghiera: questo il senso finale della proposta, qualcosa che viene chiesto «a ogni cristiano: disporsi a festeggiare la Patria anche nello spirito, vivendo il momento non so lo come occasione di socialità cristiana o come un gesto puramente folcloristico, ma proprio come un atto spirituale, di invocazione per il bene della Svizzera intera, e per la pace nella società e nel mondo.
Vivere da cristiani tutto questo è un gesto molto intenso: è ricordare alla società che questi valori hanno origine in Dio».
Dalla fede alla società
Unire i festeggiamenti del 1. agosto al ricordo di S. Francesco non è, anche per questo, una scelta casuale: «Francesco ha chiaramente riorientato la propria vita andando alla radice del Vangelo. La fede dell’Antico Testamento è da sempre una fede “sociale”: a partire dai Dieci comandamenti e poi nei messaggi affidati ai profeti, Dio interviene per richiamare l’uomo alla sua responsabilità verso il prossimo. Così anche Francesco abbandona il benessere della famiglia paterna sposando la povertà, per dare amore a Dio e abbracciare e soccorrere poveri e lebbrosi.
Analogamente per i cristiani di ogni tempo la ricchezza vera è una sola: riscoprire la fede, da cui deriva la correttezza dei rapporti sociali».
In vetta con corpo e spirito
Don Solari, già guida in passato del cammino, invita infine a non perdersi l’occasione: «Penso a cosa ha lasciato a me, in primis, il fatto di dover preparare queste meditazioni. Studiandola, ho potuto gustare e pregare con più intensità la preghiera di Francesco. Così spero possa essere per i pellegrini che parteciperanno con me al cammino. Il percorso che ci aspetta è di montagna, ma senza particolari difficoltà: lo vivremo nel ritmo giusto, senza fretta.
Partecipare può allora davvero essere una bella occasione, per il corpo e per lo spirito!».
Per partecipare presentarsi ai posteggi del Motto Bartola alle 7.30.