di Federico Anzini
Cent'anni fa, il 12 settembre 1926, una croce di ferro veniva issata sulla guglia del Sassariente, a 1'767 metri sopra il Piano di Magadino. Sabato, nel giorno esatto dell'anniversario, si torna lassù: la Società Escursionistica Verzaschese invita a salire per il centenario, con ritrovo in vetta alle 10.30 e messa alle 11 celebrata da don Donato Brianza, parroco di Gordola e Lavertezzo Piano. «La cima del Sassariente per noi è intoccabile, perché c'è una croce», dice Giorgio Matasci, parrocchiano di Cugnasco‑Gerra, tra gli organizzatori della giornata.
Un prete che guardava in alto
L'idea fu di don Giovanni Guggia. Nei primi anni Venti era parroco a Sigirino e, salendo verso i monti, gli capitava di vedere in lontananza quel dente di roccia. Trasferito a Gordola, ne fece la sua prima impresa: raccolse i fondi, organizzò il lavoro, e fra il 1925 e il 1926 la croce prese forma. «Era un grande prete, ha avuto il coraggio di fare queste cose», dice Matasci, che allo stesso parroco attribuisce anche il ricovero Solarium e l'oratorio del paese.
Portata a pezzi, sulle spalle
«Non c'erano elicotteri, non c'era niente», ricorda Matasci. I portatori partirono da dietro la chiesa di Gordola con la croce smontata addosso: la strada per i Monti Motti non esisteva ancora. Dietro di loro salì un gruppo di giovani donne, con il gerlo carico di bulloni. «Per me è una delle più belle croci del Ticino.»
Ogni venticinque anni qualcuno risale
Nel 1951 il venticinquesimo. Nel 1976 il cinquantesimo, con don Ernesto Togni, allora parroco di Tenero e più tardi vescovo di Lugano, nato a Brione Verzasca nello stesso anno della croce: in quell'occasione fu rifatto il basamento e il ferro venne ridipinto. Poi il settantacinquesimo. Per il centenario la croce è stata rimessa in ordine ancora una volta, grigia con i ritocchi rosso rame, e sulla cima sono state posate due panchine con la scritta dell'anniversario.
Come si sale sabato
Chi non vuole farsi tutto il dislivello può prenotare il pulmino delle 6.30 da Gordola o da Cugnasco: dieci franchi all'autista, iscrizione obbligatoria. Gli altri partono dai Monti Motti o dai Monti della Ganna. Il pranzo è alle 13.30 al Grotto Monti Motti. In caso di brutto tempo la festa slitta, ma le previsioni danno sereno e temperature miti: in valle lo prendono per quello che è, un buon auspicio.
Dall'autostrada, salendo verso il Piano, quel cocuzzolo si riconosce da lontano; si vede da Bellinzona e da Locarno. Matasci ci sale due o tre volte all'anno. «Per noi è come andare a fare un quattromila», dice ridendo. Le due panchine restano: chi arriverà in cima potrà sedersi, guardare il lago e la valle, e sapere che qualcuno, cent'anni prima, ha portato ferro e bulloni fin lassù per piantare un segno. Una croce non chiede nulla. Sta in alto, con le braccia aperte sul piano e sulla valle, e veglia anche su chi non alza mai gli occhi a cercarla. Non un monumento ma una presenza per tutti.
Iscrizione alla giornata al numero: 079 793 87 28 (Patrizia)
Iscrizione al pranzo obbligatoria entro il 10 settembre al numero: 076 443 56 52 (Grotto Monti Motti)