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Venticinque anni di canto e gioia: note, amicizia e spirito comunitario

Un quarto di secolo di note, amicizia e spirito comunitario: il Coro della Gioia di Lugano si esibisce domenica 17 maggio alle 17.00 nella chiesa parrocchiale di Porza, in un concerto dedicato a chi lo ha accompagnato e sostenuto fin dalle origini.

Una storia nata dalla passione

Era il 7 settembre del 2000 quando, nella sede dell'Associazione Kolping di Lugano-Loreto, un gruppo di appassionati del canto decideva di ricominciare. Le radici affondano nel Coro Pomeridiano delle Scuole di Cassarate, fondato da Pia Amman, che aveva dovuto sospendere l'attività per mancanza di una sede. Ma la musica non si ferma: con Armando Libotte come primo presidente e il direttore Igor Longato, nasceva ufficialmente il Coro della Gioia — nuovo nome, nuovo statuto, nuovo repertorio. Una rifondazione che era, in realtà, una promessa: continuare a cantare insieme, con gioia.

Più che un coro: una comunità

Lo scopo che il fondatore aveva scritto nello statuto era chiaro fin dall'inizio: «offrire agli amanti del cantar bene la possibilità di poter far parte di una formazione valida che si riunisce nelle ore pomeridiane». Una visione lungimirante, pensata per chi di sera non vuole — o non può — uscire di casa. Oggi il coro si riunisce il lunedì pomeriggio nella bella sede in località «La Stampa» di Lugano, uno spazio diventato nel tempo punto di riferimento affettivo per coristi e amici.

La svolta del 2015 e il volto di oggi

Nel 2015 una nuova energia ha attraversato il coro: l'elezione di un rinnovato Comitato e la conferma di una bravissima maestra hanno rilanciato il desiderio di aprirsi verso l'esterno. Da allora il Coro della Gioia ha animato la celebrazione di Sante Messe in diverse parrocchie del Cantone e ha portato musica e calore nelle Case per anziani del luganese. Oggi, diretto da Miriam Aldeghi, è un ensemble di voci miste — donne e uomini — accomunati da entusiasmo, costanza e spirito di amicizia. Il repertorio spazia dai canti classici e religiosi a quelli di ispirazione popolare, in un equilibrio che rispecchia l'anima del gruppo: radicata nella tradizione, aperta al mondo.

Un ponte tra generazioni

Il coro non si è fermato al proprio orizzonte. In anni recenti ha voluto avvicinarsi anche ai bambini di una scuola elementare del luganese, guidandoli alla scoperta della bellezza del cantare in coro. Un gesto per far sentire ai più piccoli cosa significa far vibrare la voce all'unisono con gli altri, scoprendo che il canto è — prima di tutto — incontro. Un ponte tra età diverse, tra passato e futuro, tra chi la musica la porta nel cuore da decenni e chi la incontra per la prima volta.

Il concerto del 17 maggio: un grazie corale

Il concerto di domenica 17 maggio non è solo una celebrazione artistica. È un atto di gratitudine. I coristi vogliono ringraziare chi li ha sostenuti, chi li ha ascoltati, chi ha condiviso con loro un tratto di strada. Venticinque anni è la dimostrazione che la musica corale — quando è vissuta con autenticità — diventa molto più di un'esibizione: diventa comunità, diventa cura, diventa memoria. Domenica 17 maggio, a Porza, alle 17, quelle voci tornano a risuonare. Vale la pena andare ad ascoltarle. Ingresso libero.

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