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    La storia delle "Donne di Isone" in musica: il primo concerto il 16 aprile

    di Laura Quadri

    «Suite corale - Suite chorale - Chorische Suite»: un progetto «corale» per far parlare la storia - spesso dimenticata - di donne di tante epoche diverse che, in Svizzera, hanno avuto il coraggio e la determinazione di prendere la parola, anche in contesti che non erano ancora pronti ad accoglierne la voce. Lo propone l’associazione svizzera «SUITE 18/19», che - sotto la guida di Liliana Heimberg - oltre ad aver generato già diverse iniziative, porta ora il frutto del proprio lavoro anche in Ticino, con tre date da non perdere: il 16 aprile nella chiesa di S. Lorenzo a Isone, il 17 aprile nella chiesa di San Biagio a Bellinzona e il 19 aprile nella chiesa dei Cappuccini a Mendrisio. Tema della mise-en-scène proposta, «Le donne di Isone 1820», concerto e racconto in musica del compositore Jean-François Michel, che intende ripercorrere una singolare pagina di storia ticinese «al femminile», indagata, per la realizzazione del progetto, dalla ricercatrice ticinese Miriam Nicoli: «Nel comune di Isone, all’inizio dell’800, arriva un giovane prete originario di Torricella, don Cesare Trefogli. Appassionato di musica, ma poco convinto del canto degli uomini, gli unici allora autorizzati a cantare in chiesa, decide di invitare anche le donne alle prove corali. È un gesto nuovo, quasi audace, accolto dalle donne con esitazione e non senza critiche da parte della comunità. Si crea così un conflitto tra norme ufficiali e pratiche locali. Il caso giunge alla diocesi di Como e al Gran Consiglio, anche attraverso ricorsi della popolazione, chi a favore, chi contrario. Nel 1829, le autorità affidano la questione a una commissione incaricata di cercare una soluzione conciliativa, che porterà infine a una risoluzione positiva del caso, in favore delle donne di Isone». Una vicenda che Nicoli ha potuto accuratamente ripercorrere grazie alle fonti storiche, la cronaca ad esempio dell’avvocato Curzio Curti, apparsa nel 1882 sul Bollettino storico della Svizzera italiana e l’attenzione che le dedicò in seguito, nel Novecento, Adriana Ramelli, storica direttrice della Biblioteca cantonale di Lugano, che, intuendone l’interesse, la riprese nella sua rubrica radiofonica Note storiche. «Ancora nel 1903 Pio X, nel Motu Proprio sulla musica sacra, escludeva le donne dal coro, affidando le voci acute ai fanciulli. Solo con il Concilio Vaticano II questa impostazione venne superata, aprendo alle donne la possibilità di partecipare pienamente al canto liturgico. Diverso era il ruolo delle monache. Esse praticavano un’intensa attività musicale, vocale o strumentale, raggiungendo anche elevati livelli», ricorda la ricercatrice.

    Nei tre incontri ticinesi che ripercorreranno questa vicenda - realizzati anche grazie all’editing di Virginia Helbling -, si intrecceranno canto e narrazione. A spiegarcelo, più nel dettaglio è proprio Heimberg, curatrice generale del progetto: «Il concerto corale Le donne di Isone inaugura in Ticino il progetti “Suite corale”, una serie di concerti che, fino al 2028, attraverserà diversi cantoni svizzeri per concludersi al Museo Nazionale di Zurigo. La musica curata dal compositore e professore Michel per Le donne di Isone ha suscitato l’interesse del direttore di coro Andrea Cupia, che la eseguirà per l’occasione con il coro Callìope di Ascona e il coro DesDes di Faido». Alle serate si intrecceranno così musica di qualità con un’attenta rievocazione storica. Con una piccola preziosità finale. Del giovane sacerdote Trefogli, che per primo invitò le donne a far sentire la propria voce in chiesa, si conserva infatti un ritratto ritrovato dalla signora Heimberg, che, rivela Nicoli, «sarà presentato per la prima volta al pubblico il 16 e 17 aprile, offrendo un ulteriore sguardo su una figura centrale di questa vicenda».

    Informazioni sul progetto: suite-corale.ch.

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