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Papa Leone XIV compie 71 anni: il perdono come via alla pace

Settantun anni compiuti oggi, il secondo compleanno da Papa. Leone XIV, al secolo Robert Francis Prevost, nato a Chicago il 14 settembre 1955, primo Pontefice statunitense della storia, arriva alla data all'indomani di un Angelus dedicato per intero al perdono. Il messaggio della presidenza della Conferenza episcopale italiana, arrivato stamattina, riprende quel tema parola per parola.

«Se manca, non si può vivere in pace»

In piazza San Pietro, domenica 13 settembre, il Papa ha commentato la pagina di Matteo in cui Pietro chiede quante volte occorra perdonare e Gesù risponde: settanta volte sette. Nessuna contabilità delle offese. «Dono e perdono sono alla base della nostra esistenza», ha detto. Poi l'avvertimento, asciutto: «Il perdono è indispensabile e se manca non si può vivere in pace: prima o poi [...] nascono conflitti, accuse, rancori, vendette che [...] dividono le famiglie, scatenano le guerre». E il rovescio: «Solo il perdono libera e riporta la luce». L'immagine è meteorologica: un buon vento che spazza le nubi più fitte fino a far rivedere il sole.

Venticinque anni dopo le Torri

Al termine della preghiera mariana il Pontefice ha ricordato l'11 settembre 2001. Ha pregato per le vittime e per «quanti portano ancora su di sé le ferite di quel tragico giorno», poi l'appello: «In un momento in cui conflitti e violenze colpiscono così tanti nostri fratelli e sorelle, invito tutti a pregare affinché il Signore doni la pace al mondo».

Chicago, Chiclayo, Roma

Il richiamo alla pace lo accompagna dal primo saluto dalla Loggia delle Benedizioni, l'8 maggio 2025, quando parlò di una pace «disarmata e disarmante». Agostiniano cresciuto negli Stati Uniti, ha vissuto in Perù tra il 1985 e il 1986 e dal 1988 al 1999, ottenendone la cittadinanza; vi è tornato nel 2014 come amministratore apostolico di Chiclayo, di cui è stato vescovo dal 2015 al 2023. Nel 2023 papa Francesco lo ha voluto a Roma, prefetto del Dicastero per i vescovi, poi cardinale.

Gli auguri dei vescovi italiani

«Nel giorno del Suo compleanno, Le porgiamo gli auguri delle Chiese in Italia, uniti alla preghiera di ringraziamento che eleviamo al Signore per il Suo ministero», scrive la presidenza della Cei. I vescovi ringraziano per un'indicazione in particolare, il «coraggio dell'essenziale»: «comunità orientate all'annuncio, parrocchie capaci di accoglienza e di missione». E fanno proprie le parole dell'Angelus, «un insegnamento che riteniamo particolarmente attuale, alla luce delle situazioni di guerra».

Un filo che passa anche da qui

Con la Svizzera l'appuntamento è fisso. Il 6 maggio ventotto reclute della Guardia Svizzera Pontificia hanno giurato fedeltà a Leone XIV; lo stesso mattino il Papa aveva ricevuto in udienza il presidente della Confederazione Guy Parmelin, con cui ha parlato di Ucraina e Medio Oriente.

I prossimi mesi metteranno alla prova le parole di domenica. Dal 25 al 28 settembre il Papa sarà in Francia, tra Parigi, Lourdes e Metz, con una tappa all'Unesco. Dal 6 al 17 novembre attraverserà l'Atlantico: Uruguay, Argentina e Perù. L'11 novembre atterrerà a Lima, poi salirà a Chiclayo. Dalla Loggia, la sera dell'elezione, aveva salutato quella diocesi in spagnolo, chiudendo con un «Viva Chiclayo!». Diciotto mesi dopo ci torna da Papa.

fonti: agenzie / catt.ch

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