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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (24 gennaio 2026)
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  • Diocesi di Milano: Caritas e parrocchie in aiuto dei profughi

    “Dieci mesi di orrore, figlio di una guerra crudele. Dieci mesi di sorprendente abnegazione, espressa da una trama di accoglienza che regge alla prova del tempo anche nella diocesi ambrosiana”. Lo si legge in una nota, diffusa ieri, di Caritas Ambrosiana. “Alla fuga di milioni di profughi dall’Ucraina, iniziata tra febbraio e marzo, hanno risposto istituzioni e organismi umanitari dei paesi confinanti, ma in maniera massiccia anche attori di territori più lontani”. Caritas Ambrosiana, e le parrocchie e altri soggetti della diocesi, “hanno fatto, stanno continuando e continueranno a fare la loro parte”.

    “Molte parrocchie si sono mobilitate: Caritas Ambrosiana le ha censite e contattate, disponendo l’erogazione, a loro favore, di due tranche di contributi economici. La prima, a giugno, ha supportato lo sforzo di 60 comunità che hanno accolto 344 persone (di cui 142 minori) e che seguono nei loro territori, tramite centri d’ascolto o altre attività, 1.150 persone (di cui 540 minori); la seconda, a settembre, ha interessato 38 parrocchie che accolgono 265 persone (di cui 128 minori) e seguono 374 persone (di cui 194 minori). In totale, anche per coprire altre spese (aiuti alimentari, ristrutturazioni, oratori estivi, scuole di italiano ecc), alle parrocchie accoglienti Caritas ha erogato 626mila euro.

    “La mobilitazione in risposta a gravi emergenze umanitarie – osserva Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana – è compito presente negli Statuti dei vari livelli Caritas sin dalle origini dei nostri organismi. Cerchiamo però di svolgere questo indifferibile compito d’aiuto, e l’abbiamo fatto anche in occasione di questa enorme e prolungata emergenza. (...) Tutte le parrocchie, tutti i soggetti solidali, tutti i volontari e fedeli della nostra diocesi sono chiamati a farsi carico della responsabilità dell’accoglienza, senza deleghe a ‘specialisti dell’umanitario’. Nel caso dei profughi ucraini, l’attivazione è stata spontanea e capillare, davvero ammirevole, esempio di autentica carità di popolo: Caritas non poteva non coordinarla, accompagnarla, finanziarla”.

    Agensir/red

    Agensir

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