La prima tappa di Papa Leone XIV a Pavia è il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica. Nell’eccellenza italiana dove si curano i tumori con una radioterapia avanzata, danno il benvenuto al Papa il presidente della Fondazione CNAO Gianluca Vago e il direttore Sandro Rossi. Al Pontefice stringono la mano dirigenti e personale medico. Qui tutti si impegnano ogni giorno per ridare speranza a piccoli e adulti, medici, fisici, ricercatori, infermieri e professionisti collaborano per trasformare l’energia e la conoscenza scientifica.
Nelle difficoltà fiorisce la fiducia in Dio
Durante la visita al CNAO, dopo aver salutato individualmente i bambini e le persone in cura e le loro famiglie, Papa Leone XIV - riferisce la Sala Stampa della Santa Sede - ha rivolto loro alcune parole. Ha sottolineato l’importanza della famiglia: “Fate capire a tutto il mondo - ha detto il Pontefice - come quando ci sono momenti difficili, se non c’è la presenza, l’amore della famiglia, tutto è più difficile”. “Dio non vuole che nessuno soffra” ha aggiunto il Vescovo di Roma, spiegando: “Quello che ci promette Dio è che sarà sempre presente, anche quando siamo troppo deboli, ci manda degli angeli”. Ha poi ringraziato il CNAO, “che fa miracoli” e il personale, “perché Dio opera nelle nostre vite anche tramite i medici, gli infermieri, tante persone”. E infine ha ricordato l’importanza della ricerca, come via per preparare il futuro, e raccomandato “quando le cose sono difficili, mettiamo tutta la nostra fiducia in Dio”. Prima di lasciare il Centro, il Papa con i giovani in cura e le loro famiglie hanno recitato insieme il Padre Nostro.
I doni al Papa
Il momento più intenso della visita del Papa, è stato l'incontro con dieci bambini in cura al Centro. Accompagnati dalle loro famiglie, i piccoli pazienti hanno consegnato a Leone un dono speciale, realizzato con le loro stesse mani. L'opera, intitolata "Ti ascolto", è un cuore di stoffa composto da frammenti delle loro magliette, al quale è collegato un piccolo stetoscopio, poi un libro realizzato dai piccoli pazienti insieme all’artista Stefano Bressani. Un altro dono è stata un’opera in bronzo e ottone realizzata dallo scultore Fabio Lissi, Il segno della cura, con al centro una sfera sospesa che rappresenta il nucleo dell’atomo, cuore della materia, simbolo della vita e della preziosità di ogni essere umano. Vi si intersecano quattro orbite, due delle quali formano una croce, una forma che si rivela spontaneamente. La scultura vuole simboleggiare i valori che guidano la missione del centro - innovazione, centralità della persona e speranza – e vuole omaggiare il Papa per l’attenzione dedicata alla sofferenza umana, alla dignità della persona e al valore della speranza.
fonte: Vatican News