Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (28 gennaio 2026)
Advertisement
  • Il Papa agli ortodossi: abbattiamo i pregiudizi e superiamo le rivalità

    Salvatore Cernuzio – VATICAN NEWS

    “Cari fratelli, non è forse giunta l’ora in cui dare, con l’aiuto dello Spirito, slancio ulteriore al nostro cammino per abbattere vecchi pregiudizi e superare definitivamente rivalità dannose?”. Sulla spinta della drammatica crisi provocata dal Covid, “un flagello” ma anche un “banco di prova” che impone una “cernita” tra le cose da continuare a fare e le cose da non fare nel futuro, Papa Francesco pone a un bivio i fratelli ortodossi sulla questione della “piena comunione”. Due sono “le vie”, dice il Papa nel discorso ad una rappresentanza del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, ricevuta il 28 giugno nel Palazzo Apostolico nel quadro del tradizionale scambio di delegazioni per le feste dei rispettivi Patroni (il 29 giugno a Roma per i Santi Pietro e Paolo e il 30 novembre a Istanbul per la celebrazione di Sant’Andrea): “Quella del ripiegamento su sé stessi, nella ricerca delle proprie sicurezze e opportunità, o quella dell’apertura all’altro, con i rischi che comporta, ma soprattutto con i frutti di grazia che Dio garantisce”.

    Il Covid, un banco di prova

    “Più grave di questa crisi c’è solo la possibilità di sprecarla”, sottolinea il Papa nel suo discorso, ribadendo un monito reiterato in tante occasioni durante quest’anno e mezzo di emergenza sanitaria. La si sprecherebbe questa crisi non apprendendo la “lezione” che essa ci consegna: “Una lezione di umiltà, che ci insegna l’impossibilità di vivere sani in un mondo malato e di continuare come prima senza renderci conto di quanto non andava”.

    Anche ora il grande desiderio di tornare alla normalità può mascherare l’insensata pretesa di appoggiarsi nuovamente a false sicurezze, ad abitudini e progetti che mirano esclusivamente al guadagno e al perseguimento dei propri interessi, senza prendersi cura delle ingiustizie planetarie, del grido dei poveri e della precaria salute del nostro pianeta

    Un discernimento tra ciò che resta e ciò che passa

    Il discorso vale anche e soprattutto per i cristiani, “seriamente chiamati a chiederci se vogliamo riprendere a fare tutto come prima, come se non fosse successo nulla, o se vogliamo cogliere la sfida di questa crisi”. "La crisi “implica un giudizio, una separazione tra ciò che fa bene e ciò che fa male”, come i contadini che separano il grano buono dalla pula da buttare.

    “La crisi chiede dunque di effettuare una cernita, di operare un discernimento, di fermarsi a vagliare che cosa, di tutto quello che facciamo, resta e che cosa passa”

    Per i cristiani “in cammino verso la piena comunione”, si tratta dunque di ripartire dalle basi e chiedersi “come vogliamo procedere”. Procedere, cioè, con i “vecchi pregiudizi” e le “rivalità dannose” oppure, abbattere questi muri, e “inaugurare una nuova fase delle relazioni tra le nostre Chiese, caratterizzata dal camminare maggiormente insieme, dal voler fare reali passi avanti, dal sentirci veramente corresponsabili gli uni per gli altri”?

    Differenze da superare con dialogo e carità

    Per Francesco è cruciale oggi porsi questo interrogativo, certo tenendo sempre conto delle “differenze” che, tuttavia, afferma “andranno superate attraverso il dialogo, nella carità e nella verità”.

    “Se saremo docili all’amore, lo Spirito Santo, che è l’amore creativo di Dio e mette armonia nelle diversità, aprirà le vie per una fraternità rinnovata”

    Il Papa di fatto ribadisce quanto già affermato ai fratelli ortodossi nella lettera inviata, il 30 novembre 2020, festa dell’apostolo Andrea, al Patriarca Bartolomeo, in cui auspicava il “ripristino della piena comunione espressa attraverso la partecipazione allo stesso altare eucaristico”.

    Ortodossi e cattolici in dialogo con altre religioni

    Il Papa si dice certo pure che la testimonianza di una crescente comunione tra i cristiani sarà anche “un segno di speranza per tanti uomini e donne, che si sentiranno incoraggiati a promuovere una fraternità più universale e una riconciliazione in grado di rimediare ai torti del passato”: "È la sola via per dischiudere un avvenire di pace". Un altro segno “profetico”, aggiunge ancora il Pontefice, sarà anche una più stretta collaborazione tra ortodossi e cattolici nel dialogo con altre tradizioni religiose.

    Il saluto al patriarca Bartolomeo

    A conclusione dell’udienza, Francesco manda i suoi saluti affettuosi al Patriarca Bartolomeo, impossibilitato a viaggiare a Roma. Lo “sento come mio vero Fratello”, dice Francesco che mai ha negato il profondo legame con il primate ortodosso.

    Ditegli che lo attendo con gioia qui a Roma il prossimo ottobre, occasione per rendere grazie a Dio nel trentesimo anniversario della sua elezione

    Dopo l’udienza con il Papa, la delegazione di Costantinopoli ha incontrato il Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, guidato dal cardinale Kurt Koch. Domani, 29 giugno, assisterà alla Solenne celebrazione presieduta dal Papa nella Basilica di San Pietro per la festa dei Santi Pietro e Paolo.

    News correlate

    Il Papa: divisioni nella Chiesa rendono opaco il volto di Dio, una sola voce per la fede

    Celebrando il 25 gennaio nella Basilica ostiense i secondi Vespri nella solennità della conversione di San Paolo, Leone XIV ricorda che la missione dei cristiani di oggi è annunciare Cristo e avere fiducia in lui.

    Leone ai giovani di Taizé: "Il vostro è un forte messaggio rivolto al mondo"

    Il Papa scrive ai 15mila ragazzi riuniti per l'evento ecumenico di preghiera europeo nella capitale di Francia. Sono segno di riconciliazione e fratellanza. L'evento si svolge dal 28 dicembre al 1. Gennaio seguendo i canoni della spiritualità di Taizé.

    Lettera “In unitate fidei” di Leone XIV: cristiani siano uniti per essere segno di pace

    Nel documento il Papa incoraggia “un rinnovato slancio nella professione della fede, la cui verità” da secoli è “il patrimonio condiviso tra i cristiani”, ripercorre la storia del Concilio di Nicea ed evidenzia il suo “valore ecumenico”.

    Leone XIV a Santa Maria Maggiore per pregare sulla tomba di Papa Francesco,

    Sulla strada verso Castel Gandolfo, il Papa ha voluto fermarsi nella Basilica liberiana e rendere omaggio al predecessore.

    Leone XIV: "Solo la pace è santa. Basta guerre con i loro cumuli di morti, basta!"

    Il Papa al Colosseo conclude l'evento "Osare la pace", l'Incontro internazionale organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio alla presenza dei leader religiosi di tutto il mondo. Tra testimonianze, canti, meditazioni, il Pontefice esorta a pregare uniti: "Chi non prega abusa della religione, persino per uccidere".

    Bulgaria: Papa Francesco e i tre ecumenismi

    Incontrando il santo Sinodo della Chiesa ortodossa bulgara il Pontefice ha ricordato quello del sangue che unisce i martiri cristiani di ogni confessione, e ha proposto come via subito praticabile quello “del povero” e quello “della missione”. L'incontro con il Patriarca Neofit

    News più lette