È durata quasi un’ora, trascorsa tra l’ascolto di storie di dolore - un dolore di cui il Papa si è fatto carico - l’udienza di questo pomeriggio, 8 giugno, tra Leone XIV e un gruppo di vittime di abuso da parte del clero e della Chiesa in Spagna. È l’appuntamento annunciato dalla Sala Stampa della Santa Sede alla vigilia della partenza del Pontefice e si è svolto nella Nunziatura Apostolica, dove il Papa risiede in questi giorni della visita. Sempre la Sala Stampa, tramite il canale Telegram, fa saper che la conversazione è “durata quasi un’ora” ed è partita dall’ascolto delle “dolorose vicende personali ciascuno dei presenti”, i quali hanno offerto ognuno al Papa “alcune proposte per rendere più efficace la risposta della Chiesa a casi così drammatici”.
“Il Papa – si legge ancora nella nota vaticana - ha ascoltato con affetto e attenzione, ha assicurato la sua vicinanza, e quella di tutta la comunità ecclesiale, e il suo impegno perché le proposte ricevute siano un fondamento per ulteriori sforzi e la Chiesa possa realmente essere luogo sicuro e spiritualmente sano, dove le ferite trovino conforto e guarigione”.
Opera di vicinanza
Le vittime hanno sentito che il Papa si è fatto carico del loro dolore. Arrivate intorno alle 16 alla Nunziatura, il gruppo appartiene al Proyecto Repara è un'iniziativa dell'Arcidiocesi di Madrid creata per fornire un supporto completo alle vittime di abusi e per prevenire tali comportamenti all'interno della Chiesa e della società. Il suo acronimo sta per quattro pilastri essenziali: Riconoscimento, Prevenzione, Sostegno e Riparazione. Con le persone ricevute dal Papa sono stati ricevuti insieme al personale ecclesiale impegnato nell’opera di vicinanza alle vittime.
I precedenti incontri con le vittime
È la prima volta che Papa Leone incontra vittime di abusi durante un viaggio all’estero ma non il suo primo incontro con uomini e donne che hanno subito violenze sessuali all’interno della Chiesa cattolica. A ottobre dell’anno scorso aveva ricevuto in Vaticano sei membri del consiglio direttivo di ECA Global (Ending Clergy Abuse), associazione internazionale per i diritti umani che lotta per un maggiore sostegno e per i risarcimenti a chi ha subito abusi. A novembre aveva trascorso circa tre ore con 15 sopravvissuti agli abusi sessuali del clero in Belgio, accompagnati dalla Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori. Infine, a febbraio, il Papa ha ricevuto l’irlandese David Ryan, vittima di violenze da bambino nel Blackrock College di Dublino insieme al fratello Mark, scomparso nel 2023. “Papa Leone ha sentito il mio dolore”, diceva Ryan all’uscita da quell’incontro.
Il problema degli abusi in Spagna
Ora quindi questo significativo dialogo privato, incastonato nel programma di viaggio in Spagna, dove il problema degli abusi è da anni al centro dell’attenzione a seguito anche di un’indagine presentata dal Defensor del Pueblo al Congresso dei Deputati che raccoglie 487 testimonianze di vittime di abusi nella Chiesa cattolica in Spagna. Sono seguite inchieste giornalistiche e anche iniziative che hanno visto la Chiesa spagnola in prima linea. L’ultima, a marzo, con l’accordo firmato da Conferenza Episcopale, Conferenza dei Religiosi, lo stesso Difensore del Popolo e il Ministero della presidenza per definire l’organizzazione e il funzionamento del sistema di riconoscimento e riparazione per le vittime.
Le parole del Papa
Già sul volo da Roma verso Madrid, il Papa – sollecitato da un cronista – aveva definito quella degli abusi “una ferita ancora aperta”, ribadendo che nei tanti luoghi dove è stato e ha lavorato ha sempre messo in atto un’opera di contrasto contro gli abusi. Impegno che continuerà a proseguire.
E questa mattina, nella sede dell’Episcopato iberico, parlando ai vescovi Leone XIV ha detto che “il nostro cammino è fatto di incontri” e in questi “non mancheranno coloro che vivono momenti di oscurità e ci chiedono di diventare per loro samaritani. Uno dei più dolorosi – affermava Leone – è con coloro che sono stati feriti proprio da chi doveva prendersi cura di loro, anche da membri del clero. Di fronte a questa piaga – ha esortato il Papa - la comunità ecclesiale è chiamata a rispondere con l’ascolto, la verità, la giustizia, la riparazione e un impegno sempre più deciso nella prevenzione e nella cultura della cura. Ogni persona ferita deve poter trovare ascolto sincero, accoglienza, protezione e percorsi reali di guarigione”.
fonte: Vatican News