Un forte appello alla riconciliazione, al dialogo e alla costruzione della pace ha caratterizzato il primo discorso pronunciato da Papa Leone XIV all’arrivo in Spagna. Ricevuto dal re Felipe VI, dalla regina Letizia e dalle autorità del Paese, il Pontefice ha indicato nella cultura dell’incontro l’unica strada capace di garantire stabilità e prosperità in un’epoca segnata da conflitti, polarizzazioni e paure.
Fin dalle prime parole, Leone XIV ha voluto richiamare le profonde radici cristiane della Spagna, ricordando la tradizione che lega l’evangelizzazione della Penisola Iberica alla predicazione dell’apostolo Giacomo. Un patrimonio spirituale che, secondo il Papa, continua a rappresentare una risorsa preziosa per affrontare le sfide contemporanee.
«Non la cultura dello scontro, ma quella dell’incontro genera stabilità e prosperità», ha affermato il Pontefice, denunciando i rischi di una società sempre più frammentata da contrapposizioni ideologiche e narrazioni divisive.
Per Leone XIV, la pace non è una parola ingenua né una semplice aspirazione morale, ma una necessità storica che nasce dalla ricerca sincera della verità e dal confronto rispettoso tra persone e culture diverse.
Richiamato l’insegnamento di papa Francesco
Nel suo discorso il Papa ha richiamato più volte l’insegnamento di Papa Francesco, sottolineando che «la realtà è superiore all’idea» e che i problemi del nostro tempo non possono essere affrontati attraverso slogan o semplificazioni. Al contrario, ha invitato ad accogliere la complessità del mondo contemporaneo, evitando quelle letture identitarie che finiscono per trasformare gli altri in nemici.
Particolarmente suggestivo il riferimento ai grandi mistici spagnoli, San Giovanni della Croce e Santa Teresa d’Avila. Attraverso le loro opere, Leone XIV ha proposto una riflessione sulla “notte” che attraversa il nostro tempo. Le guerre, le disuguaglianze, le paure e il disorientamento collettivo rappresentano infatti un’oscurità che può essere superata soltanto da uomini e donne capaci di scorgere la luce anche nei momenti più difficili.
«Il nostro tempo – ha osservato – è sconvolto da terribili squilibri e conflitti, ma più profondamente chiama alla pace, a una nuova conoscenza della persona umana e della sua inviolabile dignità».
Un richiamo che assume un significato particolare mentre il mondo continua a essere segnato da guerre e tensioni internazionali.
Leone XIV ha poi affrontato il tema della libertà religiosa e della dignità umana, denunciando la crescente tendenza a cercare consenso politico attraverso la contrapposizione e l’alimentazione delle paure. In questo contesto ha ribadito la necessità di investire nella cultura, nell’educazione, nella ricerca e nella formazione delle coscienze.
Non è con il riarmo che si garantisce la sicurezza
Uno dei passaggi più significativi del discorso ha riguardato il tema della sicurezza. Il Papa ha contestato l’idea che essa possa essere garantita principalmente attraverso il riarmo o la costruzione di nuove barriere.
«La sicurezza, che troppo spesso ci illudiamo venga dalle armi e dai muri, matura piuttosto nell’imparare a fare strada con l’altro, a crescere insieme, fianco a fianco», ha affermato, rilanciando una visione alternativa fondata sulla cooperazione tra i popoli e sul dialogo tra culture.
A sostegno di questa prospettiva, Leone XIV ha ricordato la storia della convivenza tra cristiani, musulmani ed ebrei nella Penisola Iberica, citando l’esperienza di Cordova e Toledo e il lavoro della scuola di traduttori promossa da Alfonso X il Saggio. Una memoria storica che dimostra come l’incontro tra civiltà diverse possa generare conoscenza, progresso e sviluppo umano.
La sfida degli ambienti digitali
Ampio spazio è stato dedicato anche alle sfide poste dalle nuove tecnologie. Il Pontefice ha avvertito che gli ambienti digitali rischiano di amplificare pregiudizi e polarizzazioni, indebolendo il pensiero critico e favorendo interessi che alimentano divisioni e conflitti. Per questo ha chiesto un deciso cambio di rotta negli investimenti pubblici, privilegiando scuola, università, ricerca e partecipazione civile.
Nelle conclusioni, Leone XIV ha espresso apprezzamento per l’impegno della Spagna a favore del diritto internazionale e del multilateralismo, incoraggiando il Paese a continuare a essere protagonista del dialogo europeo e della cooperazione tra i popoli.
Il Pontefice ha infine lanciato un appello che va ben oltre i confini spagnoli: abbandonare le narrazioni polarizzanti, ascoltare il punto di vista dei più poveri e dei giovani, costruire ponti anziché muri e promuovere un’Europa capace di essere protagonista di pace. Un messaggio che appare come uno dei tratti distintivi del suo pontificato: la convinzione che la pace non sia il risultato dell’equilibrio delle forze, ma il frutto della giustizia, del dialogo e del riconoscimento della dignità di ogni essere umano.