Filippine, Perù, Egitto. Poi Australia, Libano, l’Europa, la Svizzera. Sono oggi quasi 70 i Paesi del mondo ad ospitare i Gruppi di Preghiera intitolati a San Pio da Pietrelcina. 2799 realtà in tutto – 23 in Svizzera – che quest’anno, lo scorso 5 maggio, durante l’annuale Giornata della Carità, hanno ricordato l’importante anniversario del 70esimo, che coincide con l’anno di fondazione dell’Ospedale «Casa Sollievo della Sofferenza».
«È una vocazione – essere parte di questi Gruppi – che ancora oggi, a più di mezzo secolo di distanza, viene vissuta pienamente, anche in Ticino», ci racconta dal Santuario della Madonna del Sasso, fra Eraldo Emma, frate cappuccino assistente spirituale dei Gruppi in Diocesi.
«Fin da quando l’ospedale era ancora in costruzione, era già vivo il carisma di Padre Pio sul sollievo della sofferenza, pensiero che i suoi figli spirituali condividevano, divulgavano e trasmettevano. Secondo i dati d’archivio, nel 1956, anno dell’inaugurazione dell’Ospedale e ancora vivente padre Pio, si contavano già circa 100 Gruppi diffusi in Italia, Svizzera e Francia. Ma la loro storia si lega anche allo scoppio della Seconda Guerra mondiale, quando Papa Pio XII chiese a tutta la Chiesa di pregare assieme per la pace, per l’unità e per la salvezza del mondo. Padre Pio accolse la richiesta chiamando attorno a sé i suoi figli spirituali e tutti i fedeli che ogni giorno accorrevano a San Giovanni Rotondo, per chiedere di pregare per le necessità spirituali della Chiesa e dell’umanità. Il suo appello venne seguito in moltissimi Paesi». Pregare per i sofferenti e anche per la pace: sono questi, anche oggi, due dei temi portanti degli incontri, di solito mensili, che prevedono, quale culmine del momento di preghiera comune, la celebrazione della S. Messa, preceduta dall’adorazione e dalla preghiera del rosario, momenti che secondo Padre Pio «non dovevano mai mancare».
Ma alla preghiera «si unisce la carità concreta: ogni anno, la Giornata della Carità invita a donare ciascuno nel proprio piccolo per l’acquisto di materiale utile all’Ospedale. Quest’anno ad esempio abbiamo raccolto fondi per l’acquisto di un letto di sala operatoria». L’anno liturgico, oltre all’annuale pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo e, prima del Covid, ai ritrovi nazionali svizzeri, «è inoltre scandito da molti altri momenti. Il 16 giugno ricorderemo l’anniversario di canonizzazione di San Pio durante la “Festa della comunione”. In questo giorno, il Gruppo di Preghiera “madre”, nato in Casa Sollievo della Sofferenza, propone a tutti i Gruppi del Mondo di unirsi in preghiera comunitaria per sentirsi parte di un’unica grande famiglia».
Il carisma dei Gruppi rispecchia quello dell’Ospedale, legati entrambi a Padre Pio: «Nella Casa ogni giorno viene celebrata la Messa, vi sono assistenti spirituali che affiancano il lavoro dei medici. È un approccio molto apprezzato: i malati provengono da diverse parti del mondo», conclude fra Emma ricordando l’importanza del luogo. (LQ)