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Le Canzoni di Leopardi e l’impegno civile del poeta: Giacomo Jori a Muralto

di Laura Quadri

Leopardi riscoperto anche per il suo impegno morale e civile, attraverso i testi d’esordio, riproposti a duecento anni dalla prima edizione bolognese del 1824. È la proposta del prof. Giacomo Jori, professore di letteratura italiana all’Istituto di studi italiani dell’USI, curatore, assieme a Ilaria Gallinaro e Valerio Gigliotti, della riedizione delle Canzoni leopardiane (Ed. Olschki).

Un invito in poesia a essere testimoni

In quelle poesie si ritrova la lezione del poeta di Recanati per l’oggi: «Le Canzoni sono scritte da Leopardi secondo un sentimento e una percezione precisa: la crisi del suo tempo, dell’Italia e dell’Europa nella fase della Restaurazione, finita la parabola napoleonica. Una coscienza di crisi non in senso astratto – ciò che separa la modernità dagli antichi –, bensì la percezione delle difficoltà di un’intera società. Le espressioni nei confronti della situazione civile e politica del suo tempo sono intense e dure. E non hanno riscontro in quel momento in altri poeti. Per noi è di ispirazione per capire come essere, a nostra volta, testimoni del nostro tempo», sottolinea Jori.

Amore di sé e del prossimo

Leopardi testimone, ma non solo: tra i versi delle sue poesie si legge una profonda riflessione sull’uomo. «Leopardi privilegia una poesia di argomento patriottico, se penso alle Canzoni All’Italia e Sopra il monumento di Dante. Ma questo impegno politico e civile non è fine a se stesso. Si incrocia infatti con un altro elemento del suo pensiero, che trae dalla tradizione ascetica cristiana non meno che da quella classica: la riflessione sull’amor proprio, approfondita poi nello Zibaldone e nelle Operette morali. Questa riflessione porta con sé una grande domanda. L’amor proprio è ciò che ci rende individui ma è anche ciò che ci mette in conflitto con gli altri: come far convivere questi due aspetti? È un tema dalle radici cristiane. Leggere le Canzoni significa porsi questo problema».

Leopardi poeta cristiano?

Ma Leopardi può davvero essere definito un poeta «cristiano»? «Sicuramente Leopardi è un poeta religioso, ma non in termini manzoniani, cioè confessionali. Tra i suoi abbozzi giovanili ritroviamo degli Inni cristiani, poi mai realizzati. L’unico componimento che viene composto e accolto fra le Canzoni è l’Inno ai Patriarchi. Tuttavia la lirica leopardiana è sicuramente una poesia percorsa dall’esigenza dell’infinito, che dà il titolo alla sua poesia più nota».

Le Canzoni di Leopardi curate da Giacomo Jori saranno presentate, su iniziativa della Società Dante Alighieri di Locarno, mercoledì 14 ottobre, alle 18, al Palazzo dei Congressi di Muralto, assieme a Stefano Prandi (USI).

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