Evangelizzare in comunione. Questo il piano di lavoro per Leone XIV che ha introdotto i lavori del Concistoro straordinario chiedendo pazienza per il metodo di lavoro non consueto. Quello stile sinodale che “è un atteggiamento, un'apertura, una disponibilità a comprendere”.
Un discorso di poco più di 10 minuti per dire ai cardinali che il Papa ha bisogno che “ mi aiutiate a discernere ciò che lo Spirito dice oggi alla Chiesa. Ho bisogno del vostro appoggio, forte, esplicito e pubblico” e “ho bisogno della vostra libertà, della vostra franchezza e della vostra lealtà. Un Consiglio sincero è sempre un atto di comunione”. Confronto aperto quindi ma finalizzato all’unità.
É questo il segno del Pontificato di Leone XIV che dice ai cardinali: “anche noi, come tutta la Chiesa, impariamo camminando”. E del resto “non siamo custodi di interessi particolari, ma discepoli e testimoni del Regno di Dio, chiamati ad essere in Cristo lievito di fraternità universale”.
I temi dei lavori
Il Papa riassume i temi dei lavori. Dapprima “contemplare il mondo nel quale la Chiesa è chiamata ad annunciare il Vangelo” perché il “ Signore continua a precederci nella Storia, e la Chiesa è chiamata anzitutto a riconoscere la sua presenza”.
E poi la Civiltà dell’Amore. “Molti di voi provengono da terre segnate dalla guerra, dalla violenza, dalla polarizzazione sociale o religiosa. Ma nessuno di noi è estraneo alle molte forme di conflitto, di sopraffazione e di frattura che attraversano oggi le nostre società. Per questo il discernimento che siamo chiamati a compiere riguarda tutti e interpella le missioni della Chiesa in ogni contesto”.
L’eco che la enciclica Magnifica Humanitas ha nella Chiesa è un tema importante per il Papa visto che
“viviamo in un tempo nel quale cresce la tentazione della frammentazione e prevalgono facilmente interessi particolari. La dottrina sociale della Chiesa ci ricorda che il bene comune non nasce spontaneamente, ma domanda responsabilità condivise. Per la Chiesa questo assume una forma ben precisa, uno stile sinodale al servizio della missione del Regno”.
E poi proprio la sinodalità che a volte “è stata interpretata come una diminuzione dell'autorità. In realtà, essa ci aiuta a comprendere più profondamente il significato dell'autorità stessa, che esiste per custodire la comunione, favorire la partecipazione di tutti e orientare il cammino comune della Chiesa”.
Lo scopo finale: la missionarietà della Chiesa
Lo scopo finale è mettere in luce la missionarietà della Chiesa. Non una riflessione ad intra quindi ma piuttosto una risposta alla domanda: “Come possiamo aiutare oggi le nostre Chiese ad annunciare il Vangelo con maggiore fedeltà, libertà e credibilità? La missione non è uno dei molti compiti della Chiesa. È la sua ragione di esistere”.
Ecco cosa chiede il Papa: “Aiutatemi ad ascoltare ciò che emerge nelle Chiese, a riconoscere i segni di speranza che spesso crescono nel silenzio, ma anche a non ignorare le fatiche, le incomprensioni e le resistenze che possono rallentare il cammino”.
Nel suo saluto introduttivo il Cardinale Giovanni Battista Re, decano del Sacro Collegio, ha sottolineato la povertà nella società dei valori etici e morali, ma anche la speranza nei segni di ripresa che si vedono come è stato nel recente viaggio del Papa in Spagna. E sulla intelligenza artificiale dice: la Chiesa arriva in anticipo.
Dopo il discorso del Papa sono iniziati i lavori in forma del tutto riservata.
fonte: acistampa/red