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Marco Damilano presenta «Noi siamo i tempi», libro sulla Chiesa di Francesco e Leone

di Gino Driussi

Il giornalista Marco Damilano è stato recentemente ospite a Pordenone della Festa del libro e della libertà « Pordenonelegge», dove ha presentato il suo ultimo libro, uscito da poco per Mondadori: «Noi siamo i tempi. La Chiesa di Francesco e Leone nel mondo a pezzi». L’autore, 57 anni, è stato direttore del settimanale «Espresso» dal 2017 al 2022 ed è attualmente in onda ogni sera su Raitre con la rubrica di attualità « Il cavallo e la torre».

«Ogni cambio di papato è un momento di speranza», ha detto Damilano. E si può ben dire che «speranza» sia la parola chiave che permea l’intero libro, nonostante i tempi difficili in cui viviamo e che l’autore analizza con grande competenza.

Un viaggio fra due Papi

Attraverso interviste e testimonianze inedite, con uno sguardo lucido e partecipe e uno stile molto scorrevole, Damilano ripercorre le ultime fasi del pontificato di Francesco (per lui, il papa più discusso e contrastato degli ultimi secoli sia dentro sia fuori la Chiesa cattolica), la stanza 201 di Santa Marta da cui per dodici anni ha combattuto la sua battaglia, fino all’ultimo respiro. Racconta i suoi incontri con Bergoglio, i retroscena del Conclave del 7 e 8 maggio 2025 che ha eletto Leone XIV, riporta voci e immagini raccolte lungo le Americhe, dalla Buenos Aires di Bergoglio alla Route 66, tra i palazzoni di Chicago e i sobborghi dove Prevost è nato e ha conosciuto la fede, per arrivare alla frontiera americana dove la Chiesa cattolica e i suoi pastori si battono in difesa dei migranti contro le politiche di Trump, in un Paese lacerato dalla violenza politica. Damilano ricostruisce il progetto dei due papi venuti dalle Americhe, geopolitico, ma soprattutto culturale.

Cattolicesimo in missione

Sono le «cose nuove» del XXI secolo di un cattolicesimo sempre in missione, impegnato contro ogni fondamentalismo, che, nel cuore dell’Occidente in guerra, lotta per una pace «disarmata e disarmante» – con il rischio di restare una voce inascoltata, di trovare piazze vuote e chiese deserte – e costituisce il «fil rouge» che unisce i due pontefici, sebbene molto diversi sul piano caratteriale. «Certo, dopo poco più di un anno di pontificato, Leone rimane un enigma», afferma Damilano, ma è già chiaro che Prevost incarna l’opposto di un’idea egemonica degli Stati Uniti sul Sudamerica e sul mondo, non l’idea degli Stati Unici come unica possibile identità occidentale, ma l’unione di due continenti: è il primo Papa nordamericano della storia, ma vanta decenni di esperienza come missionario e vescovo in Perù, tra i poveri e gli oppressi. «Con la sua elezione – afferma ancora l’autore – la Chiesa sposta il proprio baricentro dalla vecchia Europa a un cattolicesimo globale, “meticcio”, fondato sull’incontro tra le culture».

Sant’Agostino nel titolo

Aggiungiamo che il titolo «Noi siamo i tempi » si rifà a queste parole di Sant’Agostino di Ippona (354-430): «Sono tempi cattivi, dicono gli uomini. Viviamo bene e i tempi saranno buoni. Noi siamo i tempi», parole rilanciate da papa Leone XIV – un agostiniano – pochi giorni dopo la sua elezione l’8 maggio 2025, durante il suo primo incontro con i rappresentanti dei media internazionali.

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