Nel 2025 Missio Svizzera ha raccolto fondi per 231 progetti sostenuti dalla Chiesa locale in Africa, Asia, America Latina e Oceania, mettendo a disposizione complessivamente 2'362'441 franchi per iniziative pastorali e sociali. Il dato più significativo, contenuto nel rapporto annuale appena pubblicato dall'organizzazione missionaria, riguarda però le donazioni dei singoli fedeli: cresciute del 46,6 per cento rispetto al 2024, un balzo che i responsabili definiscono un segnale concreto di vicinanza tra la Chiesa svizzera e quella dei Paesi più poveri.
Le cifre di un'annata positiva
I contributi ricevuti da Missio Svizzera sono aumentati di 368'652 franchi, arrivando a 3'735'362 franchi complessivi. A trainare il risultato sono state soprattutto le donazioni individuali, passate da 611'026 franchi nel 2024 a 895'516 franchi nel 2025. Anche i ricavi d'esercizio complessivi hanno seguito la stessa tendenza, salendo da 3'493'767 a 3'925'004 franchi.
Per Markus Cott, direttore nazionale di Missio Svizzera, dietro queste cifre c'è qualcosa che va oltre la contabilità. "Il forte aumento delle donazioni individuali è un segno concreto della solidarietà della Chiesa cattolica in Svizzera con la Chiesa locale dell'Africa, dell'Asia, dell'America Latina e dell'Oceania che non è ancora autosufficiente", spiega. "Come parte dell'unica Chiesa universale, condividiamo responsabilità e risorse. Questa fiducia ci impegna a utilizzare le donazioni con cura ed efficacia."
E aggiunge un punto che è anche il criterio di lavoro dell'organizzazione: non è Friborgo a decidere dove e come intervenire. "I responsabili della Chiesa locale conoscono i bisogni della popolazione. Sono loro a ideare e realizzare i progetti là dove il sostegno è più urgente."
Una rete che parte da Roma
Missio Svizzera è il ramo elvetico delle Pontificie Opere Missionarie, che fanno capo al Dicastero per l'Evangelizzazione. Sotto la sua competenza rientrano circa mille circoscrizioni ecclesiastiche nel mondo — diocesi, vicariati apostolici, prelature — che non riescono ancora a finanziare da sole tutte le proprie attività pastorali e sociali. Il meccanismo funziona dal basso verso l'alto: è la Chiesa locale a individuare i propri bisogni e a presentare le richieste, mentre Missio Svizzera raccoglie le donazioni sul territorio elvetico.
L'impegno si articola in quattro opere con compiti distinti: la Pontificia Opera della Propagazione della Fede sostiene lo sviluppo delle giovani Chiese; la Pontificia Opera dell'Infanzia Missionaria, nota in Svizzera come Young Missio, si concentra sui progetti per l'infanzia; la Pontificia Opera di San Pietro Apostolo finanzia la formazione di sacerdoti e religiosi; la Pontificia Unione Missionaria mantiene viva la coscienza missionaria nella Chiesa.
Dove sono arrivati gli aiuti
Nel 2025 i progetti finanziati hanno toccato ambiti molto concreti: istruzione, assistenza sanitaria, alimentazione, protezione dell'infanzia, accompagnamento psicosociale, oltre alla costruzione di strutture ecclesiali e sociali durature. Bangladesh, Myanmar e Laos hanno rappresentato una priorità regionale.
Dopo i terremoti che hanno colpito il Myanmar il 28 marzo 2025, Missio Svizzera ha stanziato 44'600 franchi per acqua potabile, generi alimentari, alloggi d'emergenza, igiene, zanzariere e sostegno psicologico. Altri interventi hanno garantito cibo a 130 famiglie rientrate nel sud del Libano, sostegno a 155 bambini vulnerabili in Mozambico, cure mediche e accompagnamento a lungo termine per 117 bambini di strada in Bangladesh. In Ucraina è stato allestito uno spazio protetto di apprendimento pensato per 60 bambini segnati dalla guerra.
"La missione non è uno dei tanti compiti della Chiesa, ma appartiene alla sua natura più profonda", ricorda Cott. "Si manifesta nella testimonianza comune della fede e nella responsabilità concreta verso il mondo."
I più giovani in prima linea
Anche nel 2025 Young Missio ha portato avanti la sua battaglia per i diritti dell'infanzia, con il motto "La scuola al posto della fabbrica", puntando sul diritto all'istruzione e contro lo sfruttamento del lavoro minorile. L'iniziativa più visibile resta quella dei Cantori della Stella, che ha coinvolto oltre 10'000 ragazzi in tutta la Svizzera.
Dietro le percentuali c'è in fondo una storia semplice: quella di una rete di fiducia che collega parrocchie svizzere a comunità lontane, spesso segnate da guerre, terremoti o povertà strutturale. La crescita delle donazioni individuali, più che un dato finanziario, è la misura di quanto questa rete continui a tenere.
fonte: missio / catt.ch