Dopo l’annuncio di nuove entrate per le casse della Confederazione nel 2026, Alliance Sud deplora, il 20 agosto 2026 in un comunicato, la persistente volontà della Svizzera di tagliare gli aiuti allo sviluppo.
«Considerata la situazione confortevole delle finanze federali, non vi è assolutamente alcuna necessità di bilancio di effettuare risparmi nella cooperazione internazionale. Si tratta di tagli che colpiscono in pieno le persone più povere del mondo», deplora Andreas Missbach, direttore di Alliance Sud, il centro di competenza per la cooperazione internazionale e la politica di sviluppo.
Nelle sue previsioni sulla situazione finanziaria della Confederazione, la ministra delle Finanze Karin Keller-Sutter ha annunciato, il 19 agosto, importanti entrate derivanti dall’imposta sugli utili per il 2026. Allo stesso tempo, però, il bilancio 2027 del Consiglio federale prevede di continuare a ridurre la cooperazione internazionale della Svizzera.
Spetterà ora al Parlamento adeguare le priorità di bilancio stabilite dal Consiglio federale, ritiene Alliance Sud.
L’aiuto umanitario al posto della cooperazione
Alla fine di giugno, il Consiglio federale aveva, contro ogni aspettativa, profondamente riorganizzato la cooperazione internazionale della Svizzera. La separazione delle attività della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e della Segreteria di Stato dell’economia (SECO) comporta il ritiro di queste due entità da diversi Paesi, con conseguenti tagli di bilancio per oltre 20 milioni di franchi all’anno.
Il Consiglio federale prevede inoltre un massiccio trasferimento di risorse finanziarie dalla cooperazione allo sviluppo a lungo termine verso l’aiuto umanitario.
Con il bilancio 2027, pubblicato oggi dal Consiglio federale, questo cambiamento radicale si concretizza per la prima volta e viene addirittura accentuato. Oltre ai 20 milioni di franchi di tagli annunciati a giugno, il Consiglio federale prevede ulteriori riduzioni per 10 milioni di franchi all’anno, denuncia Alliance Sud.
Particolarmente colpiti sono i contributi alle organizzazioni multilaterali, che diminuiranno di 23 milioni di franchi all’anno. E ciò nonostante le pressioni esercitate sul multilateralismo, che è tuttavia di vitale importanza per la Svizzera, e nonostante la richiesta delle commissioni della politica estera delle due Camere di essere consultate sui rischi e sulle opportunità legati a questo cambiamento strategico.
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