Come dichiarato da Papa Leone XIV stesso, la sua prima enciclica, Magnifica humanitas, è frutto di un cammino di riflessione decennale della Chiesa sull’IA. Tra i passi compiuti, nel maggio del 2024, la pubblicazione, curata dal Comitato etico e tecnico-scientifico dell’Associazione Culturale Studium Fidei, della "Carta di Trieste sull’Intelligenza artificiale”. con l’obiettivo di contribuire a fissare alcuni principi che potessero indirizzare le politiche future in materia di IA, ponendo al centro l’uomo e il suo agire quale presupposto essenziale nello sviluppo e nell’applicazione nelle nuove frontiere dell’IA.
10 gli articoli in tutto della Carta, redatti con l’apporto di competenze trasversali dei maggiori esponenti della Chiesa.
Tra i loro promotori, mons. Ettore Malnati, giornalista vaticanista, saggista, già vicario episcopale per il laicato e la cultura della diocesi di Trieste e docente di Ecclesiologia e Teologia dogmatica in diverse istituzioni del Triveneto e alla Facoltà di teologia di Lugano, che così commenta l’enciclica di Papa Leone:
“Oggi 25 maggio 2026 lo stesso Papa Leone ha presentato nella nuova Sala del Sinodo la sua prima enciclica Magnifica Humanitas dove affronta, in particolare al cap 3, la grandezza della persona umana davanti alle promesse dell’ A.I. (nn.90-130).
Il Pontefice pone al centro del pensato e dell’agire antropologico la persona, sia nel progettare che nell’accompagnamento etico di ogni progresso scientifico, citando Paolo VI nel discorso del ’70 alla FAO, dove sosteneva che “i progressi scientifici e le prodezze tecniche…ed economiche…se non sono congiunte ad un autentico progresso sociale e morale, si rivolgono in definitiva contro l’uomo”.
Prosegue MalnatI: “È in questa linea che Papa Leone affronta l’ A.I. sia pur ritenendola un aiuto prezioso che richiede però attenzione (nn.100-101), responsabilità dell’umano, trasparenza e governo (nn. 101-111) al fine di essere un efficace aiuto all’intelligenza della persona umana e alla vita sociale, avendo come obiettivo la tutela, lo sviluppo e la promozione di “tutto l’uomo e di ogni uomo” superando la mera efficienza estetica o produttiva, ma dando valore ad ogni persona e vera tutela alla Casa Comune, evitando lo “scarto” e lo sfruttamento arbitrario delle risorse.
Papa Leone chiede di disarmare l’A.I., facendo in modo che essa non domini l’umano e sia invece a tutela dell’ecologia e non dello sfruttamento del pianeta.
“Questo documento è ciò che la Carta di Trieste (maggio 2024) aveva auspicato, affinché chi ha il dovere di tutelare la persona umana e la Casa Comune sappia “garantire” questa preziosa risorsa nella linea di un superamento, come afferma la Magnifica Humanitas, del trans-umanesimo e del cosiddetto post-umanesimo (nn.115-117) affinché sia sempre la persona nella sua integrità a pensare ed operare nella specificità antropologica del sensibile, dell’etico e dell’affettivo”.
Mons. Ettore Malnati