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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (21 gennaio 2026)
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  • Il Santuario di Lourdes

    Pellegrinaggi diocesi Lugano: si torna a viaggiare e in sicurezza

    Bologna, Assisi, Bergamo, ma anche la Danimarca, la Norvegia artica, i Paesi Baltici, Lourdes, Medjugorie e altre mete ancora. Costretta dal Covid a rinunciare ai propri pellegrinaggi nel 2020 e, l’anno scorso, a proporre come uniche mete, solo la Sicilia e Lourdes, anche l’Opera Diocesana Pellegrinaggi (ODP) prova, quest’anno, a riprendere le proprie attività con un programma il più possibile simile ai tempi pre-covid.

    Un programma per ripartire

    Il suggerimento e l’energia per riprendere, ci racconta don Massimo Braguglia, Direttore dell’ODP, è arrivata direttamente dai pellegrini: «Katia Lienhard, responsabile del Segretariato, ha ricevuto, nel corso dello scorso anno, tante chiamate di persone interessate, che ci hanno resi ben consapevoli che la gente ha proprio voglia di tornare a viaggiare. Il nostro vuole essere un primo passo per provare a ripartire, cercando di convincerci che possiamo ancora vedere cose belle, fare esperienze che ci arricchiscano, tessere legami significativi».

    Il programma, quest’anno, è stato pensato con particolare attenzione a offrire mete adatte alle esigenze di ciascun pellegrino: «Teniamo da sempre a programmare viaggi che possano rispondere sia a esigenze di carattere spirituale (Lourdes, ad esempio), sia luoghi che possano attrarre la gente per la bellezza della loro natura o, come per la Danimarca, conosciuta per l’architettura, anche per le belle opere dell’uomo. Abbiamo poi fatto una riflessione specifica sulla durata. Come nel caso della visita al Santuario della Beata Vergine di San Luca, a Bologna, abbiamo anche mete per chi desidera viaggi più corti».

    Viaggiare in sicurezza

    La diffusione di Omicron ha comunque inciso sull’organizzazione: «Eviteremo i luoghi troppo frequentati, prediligendo come mezzo di trasporto il bus, così da non forzare i pellegrini a frequentare luoghi affollati come gli aeroporti. Costituiremo, inoltre, gruppi di 20-25 pellegrini al massimo». Il Covid non ha comunque frenato l’iniziativa dell’ODP: «Quest’anno, per la prima volta, cir echeremo a Medjugorie, mentre torniamo a proporre un appuntamento particolarmente sentito, saltato a causa del Covid per due anni di fila: il pellegrinaggio diocesano, con il vescovo Lazzeri, a Bergamo».

    Lourdes in agosto senza malati

    In agosto, dal 23 al 27 per chi viaggia in aereo, e dal 22 al 28 per chi viaggia in bus, è previsto il pellegrinaggio a Lourdes cui tradizionalmente prendevano parte anche i malati. «Anche quest’anno dovremo purtroppo rinunciare alla loro presenza. Di fronte a questa decisione, si può rimanere delusi, oppure vedervi un’opportunità nuova. Invito le infermiere, i brancardier e gli scout abituati ad accompagnare i malati, a non voler rinunciare: sarà l’occasione di sperimentare Lourdes diversamente, ricavando spazi nuovi alla preghiera e alla meditazione».

    Una scelta difficile

    A Giuseppe Filippini, Presidente dell’Ospitalità Diocesana Ticinese «Nostra Signora di Lourdes» – cui spetterebbe, in tempi normali, l’organizzazione del servizio ai malati durante i pellegrinaggi – abbiamo chiesto di spiegarci più nel dettaglio i motivi di questa scelta. Perché, nuovamente, una Lourdes senza malati? «Da una parte, per motivi organizzativi, abbiamo dovuto decidere già a metà dicembre. D’altra parte, era importante offrire ai malati e al personale un contesto ragionevolmente sicuro, ma questo, a pandemia ancora in corso, avrebbe anche richiesto una serie di adattamenti e comportamenti onerosi per rispettare le norme di sicurezza sanitarie, sia durante il viaggio in torpedone che nel soggiorno a Lourdes. Consultandoci con medici e specialisti, e alla luce di queste difficoltà, abbiamo deciso a malincuore di rinunciare».

    Una scelta, questa, con ricadute non solo sugli ammalati, ma anche su coloro – brancardiers, infermieri e scout – che da anni erano abituati ad accompagnarli durante il viaggio: «Dispiace molto rinunciare per il terzo anno consecutivo al pellegrinaggio con gli ammalati. Ma è una questione di responsabilità, a tutela della salute sia degli ammalati stessi sia di una parte del nostro personale, che per ragioni anagrafiche appartiene alle categorie più a rischio», ribadisce anche il responsabile dei brancardiers Giovanni Galli.

    Gli appuntamenti in Ticino

    Una rinuncia, comunque – sottolinea nuovamente Filippini – che è solo parziale e non significa, da parte dell’Ospitalità, rinunciare al contatto con i malati. «Venerdì 11 febbraio, avrà luogo, come ogni anno, la giornata della preghiera perenne che culminerà con una S. Messa a Rivera. A settembre, invece, prevediamo un pomeriggio di incontro tra i membri dell’Ospitalità e i malati. Infine, durante il pellegrinaggio, ad agosto, daremo modo a chi è rimasto a casa di partecipare ad un incontro di preghiera. L’auspicio è che la nostra vicinanza ai malati possa sentirsi in modo concreto, di nuovo, anche qui in Ticino, come accadeva prima della pandemia e dell’avvento delle misure di sicurezza». 

    Per iscrizioni ai pellegrinaggi o per informazioni: odplugano@catt.ch, odplugano.ch o 091 922 02 68.

    L’11 febbraio la preghiera perenne

    L’Ospitalità diocesana «Nostra Signora di Lourdes» invita a partecipare alla giornata di preghiera perenne, venerdì 11 febbraio. Durante la giornata sono previsti incontri regionali che si concluderanno alla sera con una celebrazione comunitaria a Rivera alle 19.45. Per i dettagli consultare il sito ospitalita-ticinese.org.

    di Laura Quadri 

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