Un documento di "lavoro", in cui mettere in luce le convergenze, le questioni da affrontare e le proposte emerse dal dialogo, in tutto il mondo, sul tema "sinodo". Fu questo il risultato presentato nell'autunno dello scorso anno in sala stampa vaticana, un documento nato dalle riflessioni di tutti i partecipanti, a Roma, lo scorso ottobre, della prima sessione dell'Assemblea sinodale della Chiesa. Nei mesi successivi le Conferenze episcopali, facendo da raccordo tra le Chiese locali e la Segreteria Generale del Sinodo, furono quindi chiamate a considerare i punti sollevati nel testo e, d'accordo con le singole realtà delle proprie Chiese particolari, a elaborare una risposta di sintesi. Compito, in Svizzera, ultimato nelle scorse settimane e, come informa in un comunicato la CVS, inviato in questi giorni a Roma. Intitolato Eco svizzere alla Prima sessione dell'Assemblea sinodale della Chiesa universale, esso servirà per redigere l'Instrumentum laboris in vista della Seconda sessione sulla sinodalità, programmata per il mese di ottobre 2024. I vescovi svizzeri ringraziano "tutte le persone che hanno partecipato con entusiasmo e hanno così contribuito in modo significativo alla riflessione". Sin dalle prime righe, il documento sottolinea come "nella Chiesa cattolica in Svizzera, c’è il desiderio di vivere una maggiore sinodalità. In tutte le regioni linguistiche, con le loro culture e spiritualità, e nonostante le diverse condizioni giuridiche dei Cantoni, i responsabili sono d’accordo sul voler diventare più sinodali". La sintesi, di 8 pagine, può essere scaricata e letta sul sito della CVS.
(red)
In una lettera aperta al Provinciale dei Padri Spiritani, in seguito alle rivelazioni sugli abusi nella scuola delle Missioni di St-Gingolph (VS), il gruppo SAPEC chiede alla congregazione di fare piena luce su questi casi.
Dopo più di vent’anni di silenzio, l’ex novizio dell’abbazia di Saint-Maurice, coinvolto in una relazione omosessuale con il canonico Roland Jaquenoud, ha raccontato la sua versione dei fatti in un’intervista concessa a Le Temps. La replica di Jaquenoud
Secondo un sondaggio commissionato dalla Chiesa cattolica a Zurigo ad una agenzia specializzata, un quarto dei cattolici locali ha pensato di lasciare la Chiesa. Il peso dello scandalo degli abusi e della loro copertura pesa insieme alla non condivisione di alcune posizioni etiche della Chiesa.