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Un Santo per Amico, il libro dedicato al cardinal Renato Corti

Arriva in questi giorni nelle librerie "Santo per Amico", il nuovo volume dedicato al cardinal Renato Corti pubblicato da Interlinea di Novara. A curarlo sono don Gianluigi Cerutti e don Sergio Stevan, due sacerdoti che hanno accompagnato il porporato in momenti diversi del suo episcopato e che ora, a sei anni dalla sua morte, hanno voluto raccogliere e riordinare la sua eredità spirituale. Il libro esce proprio nel cuore dell'estate, stagione che tradizionalmente invita a rallentare e a fare i conti con l'anno appena trascorso: un'occasione, si potrebbe dire, pensata apposta per chi cerca un testo da portare con sé in vacanza, non per distrarsi ma per fermarsi a riflettere.

La genesi di un lavoro corale

Il volume nasce da un lavoro paziente di raccolta. Cerutti e Stevan hanno messo mano agli scritti che Corti aveva lasciato negli anni, testi nati per lo più da simposi, seminari e incontri con i giovani, occasioni in cui il Vescovo amava soffermarsi sulle figure che considerava maestri di vita cristiana. Non un'antologia messa insieme a tavolino, quindi, ma il tentativo di restituire il filo di un pensiero che Corti aveva sviluppato nel tempo, parlando a platee diverse ma tornando sempre sugli stessi nomi, sugli stessi volti di santità che lo avevano segnato.

I compagni di strada di Corti

Al centro del libro ci sono le figure a cui il cardinale era rimasto legato per tutta la vita: Charles de Foucauld, Teresa di Lisieux, John Henry Newman, il cardinal Ferrari e Agostino d'Ippona. Non è un elenco casuale. Sono i "santi amici" a cui Corti tornava quando doveva pensare alla propria vocazione, alla guida di una diocesi, al rapporto con i giovani che incontrava nei seminari. Il titolo del volume riprende del resto una convinzione che il Vescovo ripeteva spesso: non si può vivere in modo felice senza avere, appunto, un santo per amico. Un'idea semplice, quasi disarmante, ma che nel libro viene ripresa nei suoi diversi risvolti, con l'accento posto sul rapporto personale, quasi di amicizia, che si può costruire con figure vissute in epoche e contesti lontanissimi tra loro.

La prefazione di Brambilla

Ad aprire il volume è la prefazione dell'attuale Vescovo di Novara, monsignor Brambilla, che con Corti ha un legame diretto: fu suo studente a Venegono, negli anni in cui il futuro cardinale era padre spirituale del Seminario Arcivescovile. Non si tratta dunque di un testo di circostanza, ma della testimonianza di chi ha conosciuto Corti da vicino, nel ruolo forse più delicato che un formatore può avere, quello di accompagnare la vita interiore dei seminaristi. È un dettaglio che dà al libro un peso ulteriore: chi firma l'introduzione non parla per sentito dire, ma per esperienza diretta.

Un libro per l'estate, ma non solo

Resta il fatto che "Santo per Amico" arriva in un momento dell'anno scelto non a caso. L'estate, si legge spesso, è tempo di sosta, di bilanci, di riletture. Ed è proprio in questa pausa che un testo come questo può trovare il suo lettore ideale: chi cerca, tra un impegno e l'altro, pagine capaci di accompagnare la riflessione senza pretese di sistematicità, ma con la concretezza di un pensiero maturato in anni di ministero.

Il libro, in fondo, restituisce più di un ritratto: propone un metodo. Quello di un Vescovo che ha attraversato la propria vita cercando compagnia nei santi, non come modelli irraggiungibili da ammirare a distanza, ma come amici a cui tornare quando la strada si fa incerta. Un'eredità che oggi, grazie al lavoro di Cerutti e Stevan e alla cura di Interlinea, torna disponibile per chiunque voglia riscoprirla.

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