Sette messe in nove giorni, tra Mendrisiotto e Luganese. Dal 5 al 13 settembre monsignor Thomas Habib Halim, vescovo della diocesi copta cattolica di Sohag, nell'Alto Egitto, visita le parrocchie della Svizzera italiana su invito di «Aiuto alla Chiesa che Soffre» (ACN), opera caritativa di diritto pontificio con sede svizzera a Lucerna. Celebrerà e porterà una testimonianza sui cristiani nel suo Paese e sui progetti che la diocesi promuove per le persone più vulnerabili. Non è la prima volta in Ticino: nel giugno 2024 era stato in tre parrocchie del Sopraceneri.
Il calendario
Coldrerio, sabato 5 settembre, 17.30: messa a San Giorgio
Novazzano, domenica 6 settembre, 10.00: messa ai Ss. Quirico e Giulitta
Lugano, domenica 6 settembre, 18.00: messa a San Nicolao della Flüe
Morbio Inferiore, martedì 8 settembre: rosario alle 17.30 e messa alle 18.00 al santuario di Santa Maria dei Miracoli
Vacallo, venerdì 11 settembre: rosario alle 17.30 e messa alle 18.00 a Santa Croce
Balerna, sabato 12 settembre, 17.30: messa nella collegiata di San Vittore
Chiasso, domenica 13 settembre, 10.30: messa a San Vitale martire
Un diplomatico rientrato in Egitto
Nato a Sohag nel 1963, Habib Halim si è laureato in legge all'Università del Cairo e ha fatto l'avvocato prima di entrare in seminario. Ordinato prete nel 1994, ha conseguito il dottorato in diritto canonico e nel giugno 1998 è entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede: Honduras, Ruanda, Kuwait, Iran, Iraq, Libano, Paesi Bassi, Algeria, Siria, Malta. Nel novembre 2020 il Sinodo della Chiesa patriarcale di Alessandria dei Copti lo ha eletto eparca di Sohag; è vescovo dal 23 gennaio 2021. Parla arabo, italiano, francese e inglese.
I numeri, e chi li fornisce
Sul contesto egiziano ACN offre queste cifre: la povertà toccherebbe quasi un terzo della popolazione e l'economia non assorbirebbe gli 800'000 giovani che ogni anno si presentano sul mercato del lavoro, difficoltà che l'opera caritativa lega alla guerra in Ucraina. Il dato sulla povertà è in linea con la Banca mondiale, che per il 2021 indicava il 33,5% degli egiziani sotto la soglia nazionale.
Tuk-tuk, scuole, un orfanotrofio
I progetti descritti da ACN puntano al reddito più che all'assistenza. Il più citato è il finanziamento di tricicli a motore attrezzati come taxi, i tuk-tuk, per trasportare persone o merci. Nel 2024 il vescovo aveva elencato anche un centro informatico, corsi professionali e di lingua per chi cerca lavoro nelle località turistiche del Mar Rosso, un orfanotrofio femminile e una dozzina di scuole diocesane, frequentate in maggioranza da alunni musulmani. La zona conta 62 villaggi rurali poveri e nessuna grande impresa.
fonte: ACN / catt.ch