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Mer 25 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
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    «Ave Maria» risuona in Bulgaria: la radio che dà voce ai cattolici dimenticati d'Europa

    C'è una voce che, da quattro anni, attraversa le pianure e le montagne bulgare portando preghiere, Messe e speranza. Si chiama radio «Ave Maria», ed è l'unico mezzo di comunicazione cattolico in un Paese dove i fedeli rappresentano appena l'uno per cento della popolazione. Il suo fondatore e direttore, padre Jaroslaw Bartkiewicz OFM, ha fatto tappa in Svizzera italiana lo scorso fine settimana, visitando le parrocchie della Val Calanca e della Mesolcina.

    Un francescano polacco nel cuore dei Balcani

    Originario della Polonia, padre Jaroslaw è arrivato in Bulgaria nel 2005 come rappresentante del suo Ordine francescano. Da allora, quella terra balcanica è diventata la sua patria d'adozione. «Dio ha donato a ogni credente la vocazione alla santità», ama ripetere, citando il suo grande ispiratore, san Massimiliano Kolbe. «Chi vuole agire nel suo spirito ha il diritto di essere anche missionario.»

    Per dieci anni ha svolto il suo ministero in diverse parrocchie, tra cui quella di Pleven, nel nord del Paese, dove l'opera caritativa Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACN) ha finanziato la costruzione di una chiesa dedicata alla Madonna di Fatima, oggi elevata a santuario mariano di rilevanza nazionale.

    Una radio nata dalla fede e dalla necessità

    L'idea della radio nasce da una constatazione semplice quanto urgente: in Bulgaria, la Chiesa cattolica non aveva voce nei media. «Senza il massiccio sostegno finanziario di ACN», ha dichiarato padre Bartkiewicz con parole di sincera gratitudine, «la creazione della radio mariana non sarebbe mai stata possibile.»

    Oggi «Ave Maria» trasmette Sante Messe, momenti di preghiera e programmi di spiritualità. I fedeli possono inviare le proprie intenzioni di preghiera alla redazione, che le raccoglie e le porta all'altare. Una rete invisibile ma potente, capace di unire persone disperse su un territorio vasto e spesso isolato.

    La radio è gestita da circa 35 volontari. Solo il responsabile tecnico percepisce un compenso. Tutti gli altri lavorano per convinzione. «La presenza mediatica si sta rivelando benefica ed è apprezzata da numerosi fedeli», ha sottolineato padre Jaroslaw, visibilmente commosso dall'accoglienza ricevuta nelle valli ticinesi dei Grigioni.

    Un legame storico: Giovanni XXIII in Bulgaria

    C'è un dettaglio che non passa inosservato: padre Jaroslaw risiede in un antico edificio che fu per dieci anni la sede di Angelo Roncalli, il futuro papa Giovanni XXIII, in qualità di rappresentante della Santa Sede in Bulgaria. Una coincidenza che suona quasi come un segno. La stessa casa, la stessa missione: portare il Vangelo in una terra lontana dai grandi palcoscenici della Chiesa mondiale.

    Una minoranza viva e radicata

    La Chiesa cattolica bulgara è piccola — circa 70 000 fedeli, tre diocesi, cinquanta sacerdoti e cento suore in sessanta parrocchie — ma non è passiva. È riconosciuta dallo Stato e rispettata come realtà civile a pieno titolo. Eppure, la povertà rimane una piaga aperta: molti bulgari sono costretti a cercare lavoro all'estero, e la Bulgaria, membro dell'Unione Europea dal 2007, figura tra i Paesi più poveri del continente.

    In questo contesto, la radio «Ave Maria» non è solo uno strumento di evangelizzazione: è un presidio di comunità, un punto di riferimento per chi rimane, un filo che lega chi è partito.

    L'accoglienza della Val Calanca e della Mesolcina

    Le tappe svizzere di padre Jaroslaw hanno riservato momenti di grande calore. L'intera Val Calanca, guidata dal suo parroco don Tomasz Dopke — affettuosamente chiamato don Tommaso —, ha accolto l'ospite con generosità e impegno. Nei prossimi giorni il sacerdote visiterà le missioni italiane nella Svizzera tedesca, sempre sotto l'egida dell'opera caritativa ACN.

    La visita di padre Jaroslaw Bartkiewicz ci ricorda che la Chiesa è grande anche — e forse soprattutto — dove è piccola. In Bulgaria come in Val Calanca, la fede si nutre di relazioni, di presenza, di voce. Una radio, trentacinque volontari, un microfono aperto alle intenzioni dei fedeli: non servono grandi risorse per fare cose grandi. Serve, invece, quella vocazione alla santità di cui padre Jaroslaw parla con la semplicità di chi ci crede davvero.

    Padre Jaroslaw Bartkiewicz è ospite in Svizzera dell'opera caritativa Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACN). Per sostenere le attività della radio «Ave Maria» e i progetti della Chiesa cattolica in Bulgaria, è possibile contattare ACN Svizzera.

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