Com'era prevedibile, anzi scontato, ieri dopo le 21.45 circa, su Rai3 nel programma "Chi l'ha visto" condotto da Federica Sciarelli si è nuovamente materializzato (telefonicamente) il famigerato killer Ali Agca, che 35 anni fa tentò di uccidere s. Giovanni Paolo II sparandogli a quasi 4 metri di distanza almeno due pallottole.
Nel programma, che era stato annunciato precedentemente, si parlava con Pietro Orlandi sull'archiviazione definitiva delle indagini sulla scomparsa di sua sorella Emanuela. Verso le 21.50 la conduttrice annunciò di aver in linea il killer, il quale subito, senza particolari preamboli, ha dato inizio a una nuova sfilza di farneticazioni dicendo per primo che Emanuela era stata rapita per favorire la sua liberazione e che l'operazione prevedeva un incontro tra Giovanni Paolo II e il Presidente Sandro Pertini per discutere, appunto, su questo suo ritorno alla libertà. Al riguardo ha tirato in ballo fantomatici agenti della CIA, aggiungendo poi altre farneticazioni che non vale nemmeno la pena riferire.
Molto interessante, ed esemplare, è stato il comportamento di Federica Sciarelli, la prima in assoluto in 35 anni, a dire in faccia al killer ciò che tanti altri - ed è stato intervistato da decine di giornalisti - hanno sempre evitato di dirgli chiaro e tondo con la vana illusione di usarlo come uno scoop. La signora Sciarelli senza sfumature né artefici simili gli ha detto: Senta Agca, lei è un criminale a pagamento. Ha ucciso già una persona e perciò ha dovuto scontare una pena. Poi, sempre a pagamento, ha tentato di uccidere il Papa. Lei uccide per soldi. Poi, d'anni, va in giro spargendo buffonate senza uno straccio di prova. Sarebbe ora di tirare fuori queste prove se esistono, altrimenti taccia.
Dopo aver ripetuto diverse volte questi concetti, chiari e coraggiosi, la signora Sciarelli ha attaccato il telefono in faccia al killer turco.
Ad Ali Agca, "assassino professionista", così lo definì Giovanni Paolo II, questa volta è andata male e questa volta non ha avuto nella giornalista Sciarelli il sostegno giornalistico del 27 dicembre 2014, quando il killer turco si presentò davanti alla tomba di Papa Wojtyla con due mazzi di fiori bianchi dicendo che voleva “rendere omaggio a un fratello spirituale”, accompagnato da alcuni giornalisti e non poche cineprese. Giornalisti ossequiosi davanti all'omicida quando sulla Piazza San Pietro improvvisò dopo una sua conferenza stampa.
Nel libro "Memoria e identità", Papa Wojtyla dopo ricordare che Agca è un killer, aggiunse una frase che contiene il nocciolo di tutta la terribile vicenda di 35 anni fa: "Questo vuol dire che l'attentato non fu iniziativa sua, che fu qualcun altro a idearlo, che qualcun altro lo aveva a lui commissionato".
(Luis Badilla / Il Sismografo)