A secoli da quel lontano 29 luglio 1594, quando sul colle di Morbio, di fronte alla quattrocentesca effigie di Maria, furono guarite, come attestano i documenti del tempo, Caterina e Angela, due fanciulle milanesi molto provate nella salute, giunte con le loro madri in devoto pellegrinaggio di fiducia e speranza, è tornata anche quest’anno la festa della Madonna di Morbio.
Un evento anticipato da una intensa novena e accompagnata da significativi gesti di fede, come il pellegrinaggio a piedi delle comunità del mendrisiotto. L’evento conclusivo, dopo le molte celebrazioni del giorno della festa, è stata la processione del 29 luglio sera. Dopo la preghiera del Rosario in Santuario c’è stata la processione per le strade del nucleo storico guidata dal vescovo Alain De Raemy, con la partecipazione della locale Civica Filarmonica.
Da alcuni anni grazie all’iniziativa di don Simone Bernasconi, rettore del Santuario, che dopo la pandemia ha affidato il compito dell’animazione ad un regista locale, Francesco Rizzi di Morbio, lo stesso Rizzi ha ideato nuove rappresentazioni in sostituzione delle precedenti, scene dei famosi “quadri viventi”. Le scene che si concentrano sulla figura di Maria, vengono allestite ogni anno in porticati, cortili e giardini privati lungo il percorso che si snoda nel nucleo storico. Scene che propongono un itinerario di luce riferito in particolare a momenti significativi del cammino terreno della Vergine. Il loro allestimento è stato coordinato da Giuseppe Crivelli. La Processione si è conclusa in alto sul sagrato del Santuario, dove, alle 22.30, l’ultima Santa Messa ha terminato l’intensa e luminosa giornata.
Il bel momento dei quadri del quale potete vedere qui una fotogallery ha coinvolto tanti fedeli.
redazionecatt
Processione e quadri viventi di Morbio (29 luglio 2026)
Per un approfondimento dei quadri viventi rinnovati leggere l’intervista di catt.ch a Francesco Rizzi