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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (16 gennaio 2026)
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  • A un anno dall’esplosione a Beirut, Caritas Svizzera continua a fornire aiuti d’emergenza

    Un anno dopo la terribile tragedia che ha devastato la capitale libanese, la gente sta ancora lottando per sopravvivere. Insieme alle organizzazioni partner, Caritas Svizzera sta prestando tuttora aiuti d’emergenza in Libano, un Paese immerso in una crisi multiforme, lo indica l'organizzazione in un comunicato stampa.

    Un anno fa, il 4 agosto 2020, poco prima delle 18.00 ora locale, una forte deflagrazione nel porto di Beirut ha causato oltre 200 morti e migliaia di feriti. 300 000 persone sono rimaste senza alloggio, migliaia di esistenze erano appese a un filo. L’esplosione ha colpito un Paese in preda a una grave crisi finanziaria, che si trovava già sull’orlo del baratro sia a livello economico che sociale a causa della pandemia di Covid-19, e ha reso così ancora più difficile la vita quotidiana della popolazione.

    Un rifugio e assistenza psicosociale per le famiglie in difficoltà

    Caritas Svizzera, attiva in Libano dal 2012 nell’ambito dell’aiuto alle vittime della crisi siriana, sostiene le persone colpite dalla tragedia. Insieme all’organizzazione partner Caritas Libano, con la quale collabora ormai da anni, ha avviato all’inizio di settembre 2020 un progetto di aiuto d’emergenza a medio termine che contribuisce tra le altre cose anche alla fase di ricostruzione. Esso prevede contributi finanziari immediati e assistenza per la ristrutturazione degli alloggi. Oltre 1300 famiglie bisognose colpite dall’esplosione hanno così già ricevuto versamenti in contanti per poter eseguire le riparazioni più urgenti alle loro abitazioni.

    Con questo progetto, Caritas Svizzera e Caritas Libano rispondono anche alla grande necessità di assistenza e di sostegno psicosociale. La deflagrazione dell’agosto 2020 è stata infatti un’esperienza traumatica per molti bambini e adulti dei quartieri colpiti che pregiudica significativamente la loro salute psichica e mentale. Fino ad oggi, più di 250 persone hanno beneficiato di un’assistenza psicosociale individuale e di terapie a seconda delle singole esigenze. Oltre 200 bambini hanno potuto partecipare a un programma di assistenza psicosociale con attività ludiche appositamente concepite per i bambini. Nel complesso, oltre 1400 famiglie (più di 7000 persone) riceveranno versamenti in contanti per lavori di riparazione e contributi finanziari immediati, mentre oltre 450 persone beneficeranno di un’assistenza psicosociale.

    Opportunità di apprendimento per i bambini

    L’esplosione ha inoltre danneggiato o distrutto 160 scuole. Allo stesso tempo, la pandemia continua a impedire il normale svolgimento delle lezioni. In collaborazione con la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), Caritas Svizzera contribuisce con un altro progetto a garantire lezioni di qualità nonostante la crisi multiforme che sta vivendo il Paese. Mentre la DSC si è dedicata alla ricostruzione delle scuole, Caritas Svizzera ha predisposto l’insegnamento a distanza in sette istituti insieme ai partner locali Ana Aqra, Caritas Libano e Seenaryo. In questo modo, i bambini possono continuare a seguire il programma scolastico nonostante le scuole inagibili e l’assenza delle lezioni in presenza durante la pandemia. Un programma virtuale di supporto all’apprendimento, i corsi di perfezionamento per gli insegnanti e l’assistenza psicosociale garantiscono l’accesso a un’istruzione di qualità e al sostegno psicosociale agli alunni particolarmente vulnerabili che hanno urgente bisogno di un recupero scolastico e la cui salute mentale è a rischio.  

    Un Paese in crisi che necessita ancora di aiuti

    Gli aiuti sono più che mai essenziali poiché le forze e le risorse, in particolare quelle delle persone più indigenti in Libano, si sono esaurite da tempo. Il Paese, strutturalmente debole che ha accolto più di 1,5 milioni di profughi siriani dall’inizio della guerra in Siria, è sull’orlo della bancarotta. L’economia e le infrastrutture sono irrimediabilmente sovraccariche e anche le tensioni interne tra i profughi e la comunità ospitante si stanno accentuando. L’aumento della povertà e della disoccupazione nonché il rapido declino della moneta locale segnano la vita quotidiana della popolazione.

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