Una cinquantina di persone arrivate da parrocchie sparse in tutto il Cantone hanno passato il pomeriggio di domenica 13 settembre al Centro San Pietro di Gravesano. Titolo dell'incontro: «Quando l'accoglienza diventa vita». A promuoverlo è stato il Movimento parrocchiale, che dal 1967 è una delle diramazioni del Movimento dei focolari dedicate al lavoro dentro le comunità di base. Sul programma non c'erano relazioni. C'erano storie.
Tre esperienze di quotidiana carità
Il pomeriggio è partito da un approfondimento sui Vangeli e sulla spiritualità dell'unità proposto da Philipp Ehrenzeller. Poi tre testimonianze: l'animazione di un gruppo anziani parrocchiale, la catechesi ai ragazzi della cresima, l'aiuto di prossimità a una famiglia straniera arrivata in Ticino senza agganci. Secondo gli organizzatori i tre racconti hanno messo in fila anche le difficoltà vere di una comunità parrocchiale, mostrando però una via percorribile. Lo scambio è poi continuato a gruppi, fino alla merenda. A ciascuno è stato consegnato un segnalibro preparato da Nelly Pagnamenta: un oggetto semplice, per dire la voglia di proseguire insieme su questa strada, in unità.
Una branca nata per le parrocchie
Il Movimento dei focolari, fondato da Chiara Lubich a Trento nel 1943, ha come orizzonte l'unità e il dialogo. Dal Movimento parrocchiale e da quello diocesano passa la traduzione pastorale di quel carisma: Parola vissuta, comunione delle esperienze, apertura oltre i confini della singola parrocchia. La citazione scelta per il volantino dell'incontro lo dice in sei parole: «Accoglietevi gli uni gli altri, come anche Cristo ha accolto voi».
Il sinodo bussa alla porta
Ai presenti è stata data notizia dell'assemblea sinodale diocesana, in calendario a Lugano il 22 e 23 maggio. La fase parrocchiale del percorso si chiude a dicembre, i facilitatori dei tavoli saranno formati a inizio ottobre e i parroci hanno tempo fino al 25 settembre per segnalare i nomi. «L'assemblea sinodale è un evento straordinario, rispetto al cammino ordinario della Chiesa», ha spiegato a catt.ch don Massimo Gaia, delegato vescovile per la pastorale.
Il Movimento parrocchiale non chiede a nessuno di aggiungere un gruppo agli altri: chiede di abitare meglio quello che già c'è, accanto al parroco e dentro la comunità in cui uno si trova. È da lì che passa la verifica di maggio, quando i tavoli sinodali chiederanno alle parrocchie ticinesi di raccontarsi. Da Gravesano già un primo passo.