Torna questa sera l'ora davanti al Santissimo. Giovedì 17 settembre alle 20, nella chiesa di San Giuseppe a Lugano, riprendono le adorazioni settimanali del Seminario diocesano San Carlo. L'invito è rivolto a tutti i fedeli e alle associazioni della grande Lugano; fra queste il Serra Club, impegnato a favorire le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata, ha assicurato la propria partecipazione.
Il Seminario non è un'isola
Quando nel 2025 don Emanuele Di Marco è stato nominato rettore, l'Amministratore apostolico mons. Alain de Raemy si disse convinto che il Seminario debba essere una comunità aperta, con seminaristi non separati ma coinvolti nella vita del territorio. E precisò che la prima responsabilità nel far scoprire una vocazione non è del rettore, ma delle comunità cristiane: «la loro testimonianza di fede e la loro preghiera sono indispensabili».
Sostenersi lungo il percorso
Don Di Marco racconta che i giovani arrivati in Seminario ricordano spesso gli incontri che hanno illuminato il loro cammino, e che accompagnarli è un gesto di reciprocità: «Ed è bello [...] sostenerci in questo percorso con la preghiera», dice il rettore del San Carlo. L'appuntamento del giovedì mette quella frase in calendario. Un'ora, ogni settimana, nella chiesa dove i seminaristi vivono parte delle loro giornate.
Una trentina di giovani in cammino
In Diocesi sono quattro le realtà che formano i futuri preti: il San Carlo, il Redemptoris Mater di Melano, la comunità Mar a Dentro e la comunità Shalom. Dal 2025 procedono insieme, in un percorso congiunto voluto da mons. de Raemy, che coinvolge una trentina di giovani avviati verso il sacerdozio. Il comunicato del Seminario parla di un privilegio: pregare accanto a chi sta dedicando tutto il proprio tempo al discernimento.
Una trentina di nomi non riempie una diocesi. Ma non sono un'astrazione: il giovedì sera si possono guardare in faccia, inginocchiati nello stesso banco. Chi varcherà la soglia della chiesetta di San Giuseppe non porta soluzioni, porta presenza e silenzio. È il modo più antico che la Chiesa conosce per dire a un giovane che non cammina da solo. Questo appuntamento ricomincia questa sera.