Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
no_image COMMENTO

Arriva Magnifica Humanitas, la prima enciclica di papa Leone, matematico e agostiniano

di Cristina Vonzun/catt.ch/catholica/cdt

«Magnifica Humanitas» viene presentata alla presenza dello stesso papa Leone che interverrà davanti ai giornalisti il 25 maggio. La prima enciclica di Prevost è dedicata alla sfida del millennio: la custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale.
Tante le attese. C’è chi in queste ore ha posto l’accento sul papa matematico che scrive di IA. Io vorrei invece sottolineare l’aspetto agostiniano.

Agostino e l’Intelligenza artificiale

Agostino può aiutarci oggi a dialogare con la sfida dell’Intelligenza artificiale? Il vescovo di Ippona – alla cui tomba noi ticinesi ci recheremo il 25 maggio nel pellegrinaggio diocesano – è uno dei grandi maestri dell’antropologia cristiana: nella memoria, nell’intelligenza e nella volontà-amore egli vedeva il riflesso più profondo del mistero trinitario nell’uomo. Nel «De Trinitate», Agostino individua nella mente umana una trinità di facoltà che riflette l’unità e la distinzione divina. La memoria custodisce l’esperienza e l’essere intero. L’intelligenza permette la conoscenza e la comprensione. La volontà, o amore, è il motore che unisce memoria e intelligenza. Queste tre dimensioni non sono parti separate, ma un’unica vita e un unico spirito che si compenetrano perfettamente.

Le domande di un dialogo possibile tra Agostino e le sfide dell’IA


Ed ecco allora la domanda di un possibile dialogo: l’Intelligenza artificiale non dispone forse di memoria e capacità di calcolo superiori a quelle umane? Non può quindi adempiere, da sola e meglio di noi, a tanti compiti fino ad ora attribuiti all’uomo? Ma quale intelligenza è quella dell’IA?

Essa opera prevalentemente a livello logico-computazionale, replicando un aspetto dell’intelligenza. I database dell’IA contengono dati, non l'elaborazione continua dei vissuti interiori, volontà e amore, ricerca di senso mosso dalla speranza. Le macchine eseguono istruzioni complesse, ma sono prive di desiderio, intenzionalità profonda e capacità di amare, secondo Agostino il motore dell’autentica conoscenza e quindi della vera intelligenza umana. I sistemi di IA sono estensioni delle nostre capacità funzionali, ma non possono sostituire la totalità relazionale della persona umana, creata a immagine di Dio. Non è quindi interessante che un Papa figlio di Sant’Agostino intitoli un’Enciclica dedicata all’Intelligenza artificiale «Magnifica Humanitas»? Sarà allora questa la domanda al cuore dell’Enciclica: che cosa resta irriducibilmente umano nell’epoca delle macchine intelligenti? E per quale ragione le macchine intelligenti necessitano sempre dell’interazione con l’umano e non possono definitivamente sostituirlo? Ci limitiamo a supporlo rileggendo in queste ore Agostino, riferimento di un papa matematico e agostiniano. 


News correlate

News più lette