La visita pastorale di Leone XIV alla cittadina umbra di Assisi, giovedì 6 agosto, sarà la conclusione di quattro giorni di incontri, workshop e condivisioni, dedicati ai giovani. Il Papa risponderà alle loro domande e presiederà la Messa, invitandoli a non accontentarsi di una vita mediocre, come già fece un anno fa durante il Giubileo dei Giovani a Tor Vergata. Chi ha a cuore i giovani – come fra Luca de Pasquale, tra gli organizzatori di “GO! Franciscan Youth Meeting”, evento che, da oggi 3 agosto fino al 6, porterà nella città di san Francesco migliaia di ragazzi europei, tra i 18 e i 33 anni - sa bene quanto sia triste constatare che spesso non desiderano nulla e che, alla loro età, hanno già smesso di sognare. Il frate minore, di 38 anni, spiega ai media vaticani quando sia importante ricevere una parola di senso da chi, come il Pontefice, è capace di costruire ponti, tra i giovani e quella vita piena che non sempre riescono ad afferrare. E quando aiuti guardare ad un modello di “santa inquietudine”, come san Francesco, in grado di parlare ai giovani di oggi come un contemporaneo.
Fra Luca, come si svolgerà il programma della visita del Papa ad Assisi, la mattinata del 6 agosto?
La mattina del 6 agosto il Santo Padre arriverà abbastanza presto, alle ore 8.30, e tutto si svolgerà a Santa Maria degli Angeli, in questa Basilica che custodisce la chiesetta della Porziuncola, che Francesco d'Assisi ha riparato, in cui ha vissuto e dove ha fondato l'Ordine dei Frati minori e dove è morto. É il luogo chiave per la nostra famiglia e anche per il centenario degli 800 anni dal "transito" di Francesco, che celebriamo quest’anno. Il Papa vivrà un breve momento di preghiera personale dentro la Porziuncola. Poi uscirà in piazza, dove, davanti a tutta la folla che per motivi di capienza non è riuscita ad entrare nella basilica, il Pontefice si metterà in ascolto di tre giovani provenienti da varie parti d'Europa, che gli porranno tre domande su tre tematiche diverse. Successivamente il Papa incontrerà le famiglie francescane con un saluto privato. A seguire, intorno alle ore 10-10.30, presiederà la Messa. Sarà anche la solennità della Trasfigurazione del Signore.
Ad Assisi saranno presenti tantissimi giovani. Quelli che interverranno all’incontro “Go! Franciscan Youth Meeting”, quelli che avranno appena terminato la 44.ma Marcia francescana e saranno arrivati per il Perdono di Assisi e chi verrà appositamente per la Messa con Leone XIV. Sarà come una GMG francescana…
Siamo certi che il Santo Padre, durante l'omelia, potrà dare una parola che racchiuda il senso di ciò che i giovani hanno vissuto nei giorni precedenti. Giovedì 6 agosto, dopo la Messa, quando il Papa ripartirà, ai giovani consegneremo una sorta di “carta missionaria”.
Di che si tratta?
Nei giorni precedenti l’incontro con il Pontefice, saranno impegnati con dei workshop su diverse tematiche. Da un lato saranno chiamati a mettersi in ascolto, dall’altro saranno loro stessi i protagonisti, potranno dire la loro. Noi, alla fine, faremo una sorta di sintesi di quello che emergerà dalle condivisioni dei giovani con la quale prepareremo una carta missionaria, che i giovani potranno poi rivivere nelle proprie realtà locali d'Europa, e non solo.
L'incontro con il Papa è infatti il culmine di quattro giorni di incontro, dedicati ai giovani. Quali saranno secondo lei i momenti più importanti o più suggestivi di questi quattro giorni?
I workshop sono il centro di tutto l'evento. La prima sera i ragazzi arriveranno e si metteranno in ascolto di questo evento che dà la chiave di lettura a quello che vivremo attraverso le parole del vescovo di Assisi, monsignor Felice Accrocca, e del professor Marco Erba, che cercherà di contestualizzare l’esperienza del Capitolo delle Suoie del 1221: l’episodio della vita di Francesco e dell’Ordine francescano che ispira oggi anche il nostro incontro. Avremo dei workshop sulla pace, il perdono, la vocazione: un momento che darà ai ragazzi la possibilità di rimettersi in ascolto della chiamata di Dio per la loro vita. I ragazzi vivranno dunque il giorno del 4 agosto come un tempo di ascolto e il giorno 5, attraverso dei laboratori più “attivi”, potranno parlare ed esprimersi in prima persona. Ci sarà anche un luogo che per noi è molto caro, ci tenevamo ad averlo, che è quello del Roveto Ardente, una cappella dedicata che i giovani, tra un workshop e l'altro, potranno frequentare. Ci sarà l'adorazione eucaristica perpetua tutti i giorni di questo evento a Santa Maria degli Angeli, oltre alla possibilità di poter visitare due mostre.
L'evento è rivolto ai giovani dai 18 ai 33 anni, credenti e non. Può spiegare con che aspettative avete invitato ragazzi non credenti e che risposta vi aspettate?
Constatare come Francesco continui ancora ad attirare persone al di là della fede, ci ha portato un po' a cercare di osare, a cercare di metterci a disposizione di coloro che magari vogliono fare un passo oltre il pregiudizio, per riprendere contatto con le cose importanti della vita e magari poter incontrare il Signore. Non lo sappiamo, è quello che noi speriamo, ma senza nessuna pretesa.
Quanti ragazzi ci saranno?
Abbiamo concluso le iscrizioni il 30 giugno. Ci saranno circa 2.150 ragazzi partecipanti all'evento, più tutti coloro che verranno per la Messa del Papa.
La figura di San Francesco racchiude in sé tante tematiche che stanno a cuore ai giovani: la cura dell'ambiente, la radicalità del rapporto con Cristo, la carità verso gli ultimi, il rispetto delle donne. Per la sua esperienza qual è il rapporto dei giovani con questo Santo?
Francesco affascina e ciò che attrae di lui è la sua semplicità e il suo parlare alla vita dei giovani come se fosse un coetaneo e soprattutto il fatto che Francesco da sempre è stato un grande sognatore. Non è mai stato un giovane che si è accontentato nella vita e quello che affascina molti giovani è questo. Ogni volta che incontro qui dei giovani mi diverto a fare una domanda. Chiedo sempre, a prescindere dalla loro età: “Qual è il vostro sogno?” Qual è il desiderio più grande che vi portate nel cuore?”. É triste ascoltare che molti non sanno rispondere. É come se già avessero tirato i remi in barca, invece mettendosi in ascolto della vita di Francesco e vedere come lui questi remi non li ha mai tirati in barca, ma ha sempre osato.
Mai come in questi anni le classifiche dei libri best seller italiani sono dominate da testi su San Francesco. Come spiega il fatto che l'interesse verso il poverello di Assisi abbia oltrepassato i confini della letteratura specialistica e si sia diffuso anche tra i non addetti ai lavori?
Francesco va a toccare tematiche che sono molto contemporanee, molto attuali. La cura del creato, il rispetto delle relazioni, il vedersi e sentirsi fratelli in un contesto dove invece c'è sempre più individualismo. Sono tutte tematiche che toccano profondamente l'uomo di oggi. Il rischio che dobbiamo evitare appunto è di far dire a Francesco cose che lui non ha detto o attribuirgli un'identità che non è propriamente la sua. All'interno di questo evento abbiamo inserito una mostra che già avevamo proposto al meeting di Rimini dell'anno scorso e che rimarrà esposta qui a Santa Maria degli Angeli dall'evento di Go fino alla festa di San Francesco stesso. Facendo a volte da guida in questa mostra, abbiamo visto come le persone uscissero da questa mostra dicendo: “Noi Francesco non l'avevamo conosciuto!”.
Fonte: Vatican News