Mezzo milioni di giovani con il Papa, il dialogo del Successore di Pietro con loro nel cuore della Madrid calcistica, nei viali attorno allo stadio Benabeu, dove gioca il Real Madrid. Un’immensa cattedrale all’aperto per un incontro di quasi tre ore con papa Leone, iniziato con la papamobile che ha percorso un chilometro di folla fino al palco, poi il dialogo del Papa con i giovani, domande e risposte poste da alcuni ragazzi e ragazze a Leone. E poi una spettacolare adorazione eucaristica guidata da Leone, con centinaia di migliaia di giovani in preghiera. Questa è la “gioventù di Cristo, la gioventù della Chiesa, la gioventù del Papa” ha detto il cardinale arcivescovo di Madrid nel saluto iniziale e gli hanno fatto eco i ragazzi con i loro cori.
Il dialogo tra il Papa e i giovani
San Giovanni Crisostomo, San Tommaso da Villanova, san Turibio da Mogrovejo. Son i tre santi che, oltre a Sant’Agostino, hanno accompagnato la formazione di Robert Francis Prevost. Lo ha rivelato il Papa, rispondendo alle domande dei giovani. “Mi hanno specialmente colpito le sue splendide catechesi, che coniugano amore per la verità e rettitudine di vita”, le parole dedicate a San Giovanni Crisostomo. San Tommaso da Villanova, da vescovo di Valencia,” avviò un’intensa opera di riforma della Chiesa, soprattutto del clero, spronando i fratelli all’impegno nella preghiera, alla castità e all’obbedienza”, ha ricordato Leone XIV: “La sua ardente carità mi ha incoraggiato nei momenti di prova”. Il terzo compagno di viaggio è san Turibio da Mogrovejo, missionario in Perù, “dove si dedicò con grande zelo all’evangelizzazione degli Indios, studiando le lingue locali e unì un’intensa vita di preghiera all’impegno per la giustizia, soprattutto contro i soprusi coloniali e la corruzione. Perciò è per me un modello di dedizione al popolo, specialmente ai più poveri, nel nome di Cristo”.
Alcune immagini della veglia dei giovani con il Papa a Madrid
Gli anni di Prevost in Perù
Riguardo agli anni vissuti in Perù, come missionario e vescovo, ricordo soprattutto la testimonianza di fede della gente, segnata da molte difficoltà, ma piena di speranza”. Ha proseguito il Papa rispondendo ad un’altra delle domande dei giovani. “Proprio l’incontro con le ferite e le gioie del popolo mi ha fatto crescere nel cammino alla sequela di Gesù”, ha spiegato:
“Mentre lo annunciavo, anch’io venivo trasformato dal Vangelo, sperimentando che la parola del Signore porta pace dove c’è conflitto, diventando per tutti sorgente di riconciliazione e di giustizia”.
Nel silenzio capiamo che le ideologie passano
“Per riconoscere la voce di Dio, può aiutarci anzitutto il silenzio, che favorisce l’attenzione e il raccoglimento”. Ha risposto Leone ad un altro giovane. “Quando cerchiamo il silenzio, decidiamo che cosa non ascoltare e da quali rumori non essere distratti”, ha spiegato: “Liberandoci dal frastuono di mille voci, riconosciamo che alcune illudono i nostri desideri, altre ci comprano senza nutrirci, altre parlano per tornaconto. Nel silenzio capiamo che le ideologie passano, mentre la verità resta”.
“Siate Umani!”
I discepoli di Gesù sono sempre contemporanei, ma mai prigionieri del tempo che passa”. Lo ha spiegato il Papa, in un’altra risposta alle questioni dei ragazzi.
“In Cristo siamo liberi!”, ha esclamato: “Egli ci ha liberato con il suo amore. Grazie a quest’amore, restiamo sempre liberi davanti a ogni forzatura e inganno. Siamo liberi dalle mode, perché discepoli della verità; siamo aperti al futuro, perché sappiamo che non ci attende la morte. Al contrario, il senso della storia culmina nell’eterna comunione di vita, che Dio prepara per tutti”.
“Voi giovani siete chiamati a dare direzione nuova alla società, diventando protagonisti del cambiamento a cominciare dai vostri legami quotidiani, da quel che vivete in famiglia, all’università, e nel lavoro”, l’appello del Pontefice, esteso anche al mondo del digitale: “Davanti al vuoto dell’indifferenza e del qualunquismo, davanti alla violenza della guerra e della menzogna, siate voi stessi scintilla di un’umanità nuova.
La missione che vi affido è proprio questa: essere umani. Sì, siate umani! Uomini e donne in carne e ossa. Non apparenze, ma volti affidabili.
Persone che cercano la giustizia perché ne hanno fame, come del pane quotidiano. Persone che desiderano una vita onesta e retta, perché fanno volentieri agli altri quel che vorrebbero che gli altri facessero a loro. Siate missionari del Vangelo davanti alle povertà materiali e spirituali del nostro tempo, ben sapendo che la nostra fede è uno stile di vita, che si compie nella carità. È questa la virtù che più di tutte cambia la storia”.
fonte: sir/redazionecatt