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Lun 23 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
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    Gerusalemme, annunciate limitazioni alle celebrazioni della Settimana Santa

    La tradizionale processione della Domenica delle Palme, che dal Monte degli Ulivi sale a Gerusalemme, è cancellata e sarà sostituita da un momento di preghiera per la città, in un luogo da definire. La Messa crismale del Giovedì Santo, che si svolgeva solitamente nella basilica del Santo Sepolcro, è rinviata a data da destinarsi, non appena la situazione lo consentirà, possibilmente entro il tempo pasquale. Le due disposizioni sono state annunciate oggi, lunedì 23 marzo, in un messaggio a firma del patriarca di Gerusalemme dei Latini, il cardinale Pierbattista Pizzaballa. 

    Non potranno svolgersi celebrazioni ordinarie aperte a tutti

    "Le restrizioni imposte dal conflitto e gli eventi degli ultimi giorni - ha spiegato Pizzaballa - non lasciano presagire un miglioramento imminente. In costante dialogo con le autorità competenti, insieme alle altre Chiese cristiane, stiamo valutando come sia possibile, nelle forme da concordare, celebrare il mistero centrale della nostra salvezza nel cuore delle nostre Chiese". La situazione rimane in continua evoluzione e non è possibile fornire indicazioni definitive per i giorni a venire, ha fatto sapere il patriarca e, dunque, la diocesi sarà costretta a un coordinamento giorno per giorno. "È già chiaro, tuttavia, che non potranno svolgersi celebrazioni ordinarie aperte a tutti", ha continuato il porporato. Da lì la decisione di cancellare la processione della Domenica delle Palme e di rinviare la messa crismale. Intanto, nel messaggio diffuso, si è precisato che le chiese della diocesi restano aperte, mentre parroci e sacerdoti, nelle forme e con le modalità possibili, faranno il possibile per favorire la preghiera e la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni pasquali.  

    Una ferita che si aggiunge alle altre inferte dal conflitto

    La comunità locale, a causa del conflitto in corso, non ha potuto vivere quest'anno il tradizionale cammino quaresimale a Gerusalemme, con le solenni celebrazioni al Santo Sepolcro e nei Luoghi Santi della Passione, com'era di consuetudine. "Se abbiamo potuto pregare e prepararci personalmente, abbiamo sentito la mancanza del cammino comunitario verso la Pasqua", ha detto Pizzaballa. Purtroppo anche le celebrazioni della Settimana Santa dovranno subire cambiamenti. "Alla durezza di questo tempo di guerra, che ci coinvolge tutti, - ha continuato il patriarca - si aggiunge oggi anche quella di non poter celebrare degnamente e insieme la Pasqua. È una ferita che si aggiunge a tante altre inferte dal conflitto. Ma non dobbiamo lasciarci scoraggiare. Se non possiamo riunirci come vorremmo, non rinunciamo alla preghiera". 

    Sabato 28 marzo in preghiera per la pace 

    Il cardinale ha dunque ricordato le parole di Gesù ai suoi discepoli: “Pregare sempre, senza stancarsi mai” (Lc 18,1) e ha chiesto di supplire a queste limitazioni con momenti di raccoglimento in famiglia e nelle comunità religiose. In particolare Pizzaballa ha invitato a unirsi in preghiera sabato prossimo, 28 marzo, recitando il Rosario per implorare il dono della pace e della serenità, specialmente per quanti soffrono a causa del conflitto. "Lo faremo - ha scritto - con cuore umile, certi che la nostra preghiera, anche se fisicamente distanti, è capace di attingere alla forza dell’amore di Dio, che ci unisce in spirito di speranza e di fiducia". Pur sapendo che già ovunque si prega, ed è "consolante vedere l’impegno per mantenere viva la tensione spirituale", il porporato ha voluto proporre una giornata particolare in cui, pur rimanendo ciascuno nei propri luoghi, "ci si senta idealmente uniti nella preghiera per trovare conforto": "Desideriamo la pace, innanzitutto per i nostri cuori turbati. Solo la preghiera può donarla". 

    Nessuna oscurità può avere l'ultima parola

    Mentre il popolo di Dio sarà invitato a sostenere la Terra di Gesù, il Venerdì Santo, con la Colletta pro Terra Santa, la comunità dei fedeli locali si prepara a vivere questo speciale tempo liturgico con le parole del patriarca Pizzaballa: "La Pasqua, che celebriamo nel segno della passione, morte e risurrezione di Cristo, ci ricorda che nessuna oscurità, nemmeno quella della guerra, può avere l’ultima parola. Il sepolcro vuoto è il sigillo della vittoria della vita sull’odio, della misericordia sul peccato. Lasciamo che questa certezza illumini i nostri passi e sostenga la nostra speranza". 

    Nessuna oscurità può avere l'ultima parola

    Mentre il popolo di Dio sarà invitato a sostenere la Terra di Gesù, il Venerdì Santo, con la Colletta pro Terra Santa, la comunità dei fedeli locali si prepara a vivere questo speciale tempo liturgico con le parole del patriarca Pizzaballa: "La Pasqua, che celebriamo nel segno della passione, morte e risurrezione di Cristo, ci ricorda che nessuna oscurità, nemmeno quella della guerra, può avere l’ultima parola. Il sepolcro vuoto è il sigillo della vittoria della vita sull’odio, della misericordia sul peccato. Lasciamo che questa certezza illumini i nostri passi e sostenga la nostra speranza". 

    La preghiera dai Luoghi Santi

    Intanto, nei giorni scorsi, la Custodia di Terra Santa ha diramato un comunicato in cui ha spiegato che la comunità dei frati francescani presente al Santo Sepolcro "non ha mai cessato, né di giorno né di notte, di svolgere le celebrazioni previste, i riti, le processioni quotidiane e le preghiere liturgiche secondo quanto stabilito dallo Status Quo. Anche in questi giorni, pur essendo l’accesso alla basilica impedito ai fedeli per motivi di sicurezza, la preghiera continua ininterrottamente nei Luoghi Santi". La presenza secolare della Custodia nei Luoghi della Redenzione, e la preghiera che vi si eleva ogni giorno, si legge nel comunicato, sono a nome di tutta la Chiesa e per il bene dell’intera umanità: "In momenti particolarmente drammatici come quelli che stiamo vivendo, essa vuole rendere presente la fede, la speranza e la supplica di ogni battezzato, perché proprio da questi Luoghi santi continui a levarsi una preghiera per la pace e per la riconciliazione tra i popoli".

    fonte: vaticannews

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