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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (22 gennaio 2026)
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  • Giallo in Vaticano: Benedetto XVI ritira la firma del libro, ma Sarah smentisce la sua versione

    Assume i contorni di un nuovo giallo all’ombra del Cupolone il libro di Sarah e Ratzinger in difesa del celibato dei preti, che ha provocato tanto clamore nelle Sacre Stanze. Alla vigilia della pubblicazione l’editore è costretto a una corsa contro il tempo per cambiare le firme: non più Benedetto XVI e Sarah, solo il cardinale guineano compare come autore, mentre il Papa emerito fornisce «un contributo». Il passo indietro papale è una volontà espressa tramite il segretario particolare Gänswein. In pratica, dal monastero Mater Ecclesiae si afferma di non avere dato il via libera a un volume a quattro mani. Mentre Robert Sarah controbatte: «Lui sapeva».

    Cresce così il polverone sollevato da un testo che arriva mentre papa Francesco sta redigendo l’esortazione post sinodale, in cui comunicherà la decisione sulla richiesta di aprire al sacerdozio per i diaconi sposati in Amazzonia.

    Dopo il retroscena filtrato l’altro ieri dall’entourage del Pontefice emerito, la vicenda è deflagrata a colpi di tweet porporati, telefonate, comunicati, dichiarazioni piccate. Sarah, prefetto della Congregazione per il Culto Divino, ultraconservatore ritenuto punto di riferimento degli oppositori al pontificato di Bergoglio, si è proclamato sotto attacco di «diffamazioni» di «gravità eccezionale». E parla di una polemica «abietta», puntualizzando che resta «intatto» il legame con Benedetto VI e «assoluta» l’obbedienza filiale a Francesco. Poi diffonde tre lettere a lui indirizzate e firmate da Benedetto XVI sullo scambio di appunti relativi alla questione del celibato. Nell’ultima missiva, del 25 novembre 2019, Ratzinger scrive a Sarah: «Da parte mia il testo può essere pubblicato nella forma da lei prevista». La questione dirimente dunque è se al Papa emerito sia stato presentato il progetto editoriale, e cioè un libro a doppia firma con doppia foto in copertina di Ratzinger e Sarah. La mossa decisiva è di monsignor Georg Gänswein: «Su indicazione del Papa emerito ho chiesto al cardinale Sarah di contattare gli editori pregandoli di togliere il nome di Benedetto XVI come coautore del libro e anche la sua firma dall’introduzione e dalle conclusioni». Benedetto XVI «sapeva che il cardinale stava preparando un libro - riconosce - e aveva inviato un suo testo sul sacerdozio autorizzandolo a farne l'uso che voleva». Ma non ha «approvato alcun progetto per un libro a doppia firma né aveva visto e autorizzato la copertina». Per Gänswein è stato «un malinteso», non mette in dubbio «la buona fede di Sarah». Il testo che Benedetto ha mandato al cardinale «è suo, rimane, è lui l’autore, ma non degli altri testi» del saggio.

    Tutto questo dopo una telefonata di Gänswein a Sarah. Il porporato manda giù il boccone amarissimo - peraltro con grande serenità, racconta chi è stato con lui nella convulsa giornata di ieri - ma ribadisce la sua versione dei fatti. La bagarre culmina con il cinguettio di Sarah che annuncia: il libro «Dal profondo dei nostri cuori» (edizioni Fayard, editore Nicolas Diat) avrà «solo la mia firma» e il «contributo» del Pontefice emerito. Non negli Stati Uniti, fa sapere la casa editrice locale Ignatius Press: laggiù i due rimangono coautori. In ogni caso, Sarah precisa: «Il testo resta lo stesso».

    Vatican insider/red

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