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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (23 gennaio 2026)
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  • Gmg Lisbona: un milione e mezzo di giovani a Campo da Graça per la veglia con Papa Francesco

    Un milione e mezzo di giovani hanno seguito al Campo da Graça - il "Campo della grazia" - la veglia della Giornata mondiale della gioventù con Papa Francesco. Sono le autorità locali a confermare la cifra. Per tutta la giornata, i ragazzi, zaino sulle spalle, si sono messi in cammino per raggiungere l’immensa area che dista una decina di chilometri dal centro. Hanno percorso la strada senza mai perdere il sorriso, nonostante le temperature elevatissime del pomeriggio. Calata la notte, i ragazzi si sono sistemati per seguire le coreaografie sul palco. In silenzio, hanno quindi seguito l’adorazione eucaristica e le parole di Papa Francesco.

    La gioia è missionaria

    In un discorso che diventa subito un dialogo con i giovani, con domande di Francesco che sollecita risposte da un uditorio attento e pronto, il Pontefice spiega il significato profondo del gesto di Maria, che per raggiungere la cugina “Si alzò e andò di fretta” nonostante avesse appena ricevuto l’annuncio dell'angelo. La Madonna, sottolinea il Papa, “invece di pensare e a lei, pensa all’altra”, a sua cugina, perché la “gioia è missionaria”, non è per se stessi ma per portare qualcosa agli altri. Lo ribadisce più volte Francesco, chiedendo ai giovani di ripeterlo: bisogna portare la gioia agli altri, ricordando che anche gli altri ci hanno preparato a riceverla. Si tratta delle persone che hanno portato la luce nella vita: genitori, nonni, amici, sacerdoti, religiosi, catechisti, animatori, insegnanti e Papa Francesco chiede ai giovani un momento di silenzio per ricordarli. Sono loro le “radici della gioia”, perché la gioia che deve essere portata non deve essere passeggera o momentanea, ma deve “creare radici”. E questo non avviene nel chiuso di una biblioteca, ma va cercato e scoperto nel dialogo con gli altri.

    Aiutare a sollevare chi cade

    L’altra domanda che il Papa fa ai ragazzi e alle ragazze di Parco Tejo è se a loro è mai capitato di essere stanchi. A volte succede di “gettare la spugna” e di non aver voglia di far niente e allora si smette di camminare e si cade. Nella vita, tuttavia il fallimento non è la fine. L’importante quando, ricorda citando una canzone degli alpini, è non “rimanere caduti”, chiudendo la vita alla speranza. In quel caso l’unica cosa da fare è aiutare chi cade a sollevarsi. È una frase che il Papa ha ripetuto spesso e che chiede ai giovani di completare tra gli applausi: l’unico modo per guardare una persona dall’alto in basso è per aiutare a rialzarsi.

    Allenarsi a camminare

    Per fare tutto questo, ribadisce il Papa, è pero necessario un allenamento, come quello che c’è dietro a un gol in una partita di calcio. “Non c'è nessun corso che ci insegni a camminare nella vita”, sottolinea Francesco, “lo impariamo dai nostri genitori, lo impariamo dai nostri nonni, lo impariamo dai nostri amici, tenendoci per mano”. L’invito del Papa è a camminare con un obiettivo e di allenarsi a questo ogni giorno della vita, perché “nulla è gratuito. Tutto si paga”.”C'è solo una cosa gratuita”, ricorda: l'amore di Gesù. Con questo e con il desiderio di camminare, l’invito ai giovani è di non avere paura, di guardare alle radici senza avere timori.

    L'attesa

    Verso le 18, sul fiume Trancao, che divide in due il Parco Tejo, sono arrivati i simboli della Gmg, la Croce e l'Icona della Madonna Salus Populi Romani, accompagnati da diverse altre imbarcazioni decorate. Immancabile l’inno della Gmg "Felizes", del sacerdote gesuita Miguel Pedro Melo, musicato da Miguel Tapadas. A respirare l'atmosfera e poi anche a partecipare lungo tutta la sera alla Veglia, i giovani pellegrini partiti con la Pastorale diocesana dal Ticino, che attraverso le loro foto e i loro scatti documentano alla redazione il momento:

    Agenzie/vaticannews/red

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