Non una “promessa lontana” ma un “legame vivo”, capace di attrarci verso la gloria celeste in un “cammino di ascesa” la cui via è tracciata dalla Madonna e dai santi “della porta accanto”, uomini e donne “con cui viviamo le nostre giornate, papà, mamme, nonni”: persone “di ogni età e condizione, che con gioia e impegno si sforzano sinceramente di vivere secondo il Vangelo”.
Così, con concretezza e semplicità, Leone XIV ha parlato ai circa 20mila fedeli riuniti in piazza San Pietro per il Regina Caeli di stamani, domenica 17 maggio, nella solennità dell’Ascensione del Signore (in Svizzera è stata celebrata giovedì 14 maggio)
Verso la piena comunione
L’accadimento che, quaranta giorni dopo la risurrezione, porta Gesù in cielo davanti ai suoi discepoli, può forse evocare “un evento lontano” anche se “in realtà non è così”, ha spiegato il Papa, perché a Gesù “siamo uniti, come membra al capo, in un unico corpo” e di conseguenza il suo ascendere al Cielo “attira anche noi, con Lui, verso la piena comunione con il Padre”.
Tutta la vita di Cristo è un moto di ascesa, che abbraccia e coinvolge, attraverso la sua umanità, l’intera scena del mondo, elevando e riscattando l’uomo dalla sua condizione di peccato, portando luce, perdono e speranza là dove c’erano tenebre, ingiustizia e disperazione, per giungere alla vittoria definitiva della Pasqua.
L’Ascensione, quindi, secondo il Vescovo di Roma in qualche modo “attrae anche noi verso la gloria celeste, dilatando ed elevando già in questa vita il nostro orizzonte e avvicinando sempre più il nostro modo di pensare, di sentire e di agire alla misura del cuore di Dio”.
Una salita quotidiana verso il cielo
Così, con l’esempio della vita e degli insegnamenti di Gesù, e con il sostegno e la preghiera dei santi “della porta accanto” – quanti vivono ogni giorno praticamente secondo il Vangelo tracciando la via dell’ascesa – è possibile imparare “a salire giorno per giorno verso il Cielo”, accrescendo la “vita divina” ricevuta nel Battesimo e diffondendo nel mondo “frutti preziosi di comunione e di pace”.
Promuovere una comunicazione rispettosa della verità
Al termine del Regina Caeli, ricorda l'odierna Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali (leggi anche il commento di Cristina Vonzun). L'invito di Leone XIV ai comunicatori ad una informazione e divulgazione veritiera e ad un utilizzo della tecnologia in questa direzione.
In quest’epoca dell’intelligenza artificiale incoraggio tutti a impegnarsi nel promuovere forme di comunicazione sempre rispettose della verità dell’uomo, alla quale orientare ogni innovazione tecnologica.
“Custodire voci e volti umani”, questo il tema della giornata scelto dal Papa e anche quello del Messaggio scritto per l'occasione, nel quale vengono denunciati i pericoli di frodi, cyberbullismo e deepfake e si mette in guardia da chatbot ingannevoli, distorsioni e "realtà parallele" originate dall’intelligenza artificiale.
Vatican News