Il dialogo, via maestra per la ricerca di soluzioni adeguate ai problemi. La dignità umana e la dignità del lavoro, centro di ogni parola e azione in particolare in un’epoca di progressi tecnologici e sviluppi dell’IA. Le donne, “ricchezza” da riconoscere e valorizzare sempre di più per la loro “competenza, capacità di discernimento, creatività e concretezza”. Leone XIV offre le coordinate per costruire all’interno della Città del Vaticano una comunità di lavoro sana, fatta di rispetto, equità e mutuo aiuto, scevra da lotte, insoddisfazioni e rancore. Il Papa riceve in udienza l’Adlv e la D.Va, due acronimi dietro ai quali si celano due vivaci realtà all’interno dello Stato più piccolo del mondo: l’Associazione Dipendenti Laici Vaticani, organismo di rappresentanza dei lavoratori, e l’Associazione Donne in Vaticano, la prima organizzazione interamente al femminile fondata nel 2016.
Il Pontefice ringrazia anzitutto i membri per “la dedizione e lo spirito di servizio” in diversi organismi della Sede Apostolica. Raccomanda, poi, guardando alle sfide odierne - “in particolare dagli sviluppi dell’Intelligenza artificiale” - di “tenere desta l’attenzione sulla centralità insostituibile della persona umana e sulla dignità inalienabile del lavoro” che, afferma, “non è un semplice strumento, ma esprime e accresce la dignità della nostra vita”.
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Il contributo delle donne
E per una migliore qualità dell’ambiente di lavoro e del lavoro stesso, il Papa sottolinea il contributo che le donne possono offrire per “far crescere lo stile di collaborazione, di ascolto reciproco, di attenzione alle situazioni di difficoltà”.
La presenza delle donne costituisce una ricchezza che va riconosciuta e valorizzata sempre più. Esse apportano, oltre a una particolare sensibilità verso le persone e le relazioni, anche l’insieme dei talenti umani, professionali e intellettuali propri dell’esperienza e del pensiero femminile
“La loro competenza, capacità di discernimento, creatività e concretezza – rimarca il Papa - incrementano la vita delle istituzioni e contribuiscono ad acquisire uno sguardo più ampio sulla realtà e sui problemi che si incontrano”.
Comunità e unità
“Con pari dignità, tutti contribuiscono, ciascuno nel proprio ruolo e con il proprio impegno lavorativo, alla medesima missione”, aggiunge Leone XIV. E tale consapevolezza e responsabilità si manifesta anzitutto “nella scrupolosa fedeltà a tutti i compiti e doveri assegnati”, come pure “nello zelo, nella laboriosità e nella professionalità che debbono distinguere chiunque partecipa alle attività della medesima Sede Apostolica”.
Chi lavora nella Sede Apostolica, infatti, insiste Papa Leone citando gli insegnamenti dei predecessori, deve tenere in mente “due concetti di fondamentale valore: quello di comunità e quello di unità”.
Tutti coloro che, a vario titolo e con diversi compiti, sono chiamati a collaborare con il proprio lavoro al ministero del Papa costituiscono una comunità ecclesiale, partecipe, in spirito di fede e di unità, dell’unica e universale missione che il Signore Gesù ha affidato all’apostolo Pietro e ai suoi successori
La via del dialogo, "strada maestra"
Leone XIV cita in tal senso San Giovanni Paolo II quando riconobbe la valida collaborazione con l’Associazione Dipendenti Laici Vaticani “per promuovere tale spirito”. Al contempo Wojtyla precisava che “non risponde alla dottrina sociale della Chiesa lo slittamento di questo tipo di organizzazioni sul terreno della conflittualità o della lotta”.
“La via del dialogo” è infatti “la strada maestra” sulla quale Leone XIV esorta Adlv e D.Va a “camminare sempre, con fiducia e creatività, nella comune ricerca di soluzioni adeguate ai problemi che insieme dobbiamo affrontare e nell’edificazione quotidiana della nostra comunità di lavoro”.
Una comunità di lavoro dove si riconoscano valore e competenze
“Rilanciare il dialogo, a tutti i livelli” è il messaggio da sempre reiterato dal Pontefice statunitense, anche nell’enciclica Magnifica humanitas, quale “parte integrante della vocazione della Chiesa”, “strumento principale della convivenza tra le persone” e “via ordinaria per affrontare i conflitti”. E “rilanciare il dialogo” è dunque il mandato che il Papa affida all’Associazione Donne in Vaticano e all’Associazione Dipendenti Laici Vaticani, definita dallo stesso Quadro normativo come “struttura di dialogo”.
Percorrendo insieme questo cammino, ci impegneremo a costruire sempre di più una comunità di lavoro dove le persone non vengano usate e scavalcate, dove ci si aiuti a vicenda, si riconosca a ciascuno il proprio valore e la propria competenza, evitando di generare insoddisfazioni e rancori
fonte: vaticannews