Mentre gli incendi boschivi imperversano nella Gironda, vicino a Bordeaux, le comunità ecclesiali locali si stanno organizzando per fornire sostegno materiale e spirituale alle persone colpite. Il sito cath.ch ha raccolto alcune testimonianze.
«Le iniziative sono essenzialmente locali e discrete, ma tutta la diocesi di Bordeaux è al fianco della popolazione», assicura padre Samuel Volta, vicario generale dell'agglomerato di Bordeaux e parroco di Cap Ferret. Il sacerdote è stato coinvolto molto rapidamente dagli incendi, poiché la sua parrocchia è stata la prima a essere evacuata, già dal 23 luglio 2026.
Il giorno prima si era sviluppato un primo incendio nel massiccio forestale a sud-ovest di Bordeaux. Alimentato da una vegetazione molto secca, temperature elevate e un vento sostenuto, ha progredito rapidamente. Nei giorni successivi l'incendio ha continuato a estendersi, provocando nuove evacuazioni massicce nella regione bordolese e la mobilitazione di rinforzi nazionali ed europei.
Si tratta del più grande incendio boschivo in Francia da diversi decenni. Al 27 luglio, il fuoco aveva già devastato circa 42'000 ettari e distrutto oltre 200 abitazioni, mentre centinaia di migliaia di persone sono state evacuate a titolo preventivo.
Famiglie nella Casa diocesana
Di fronte all'urgenza, tra la popolazione è nata una solidarietà spontanea, assicura padre Volta. In particolare nelle proposte di alloggio per le persone sfollate. «Ci sono molte più offerte di alloggio che richieste», rileva, precisando che lo slancio va ben oltre i fedeli cattolici. Resta il fatto che numerosi parrocchiani hanno messo a disposizione appartamenti o case intere.
Alcune canoniche di Bordeaux ospitano già delle famiglie. Su iniziativa del vicario generale, le dieci camere della Casa diocesana accolgono una ventina di persone, famiglie con bambini «e persino un cane», precisa a cath.ch Marie-Cécile Bineau, direttrice della struttura.
«Il problema è che non sappiamo affatto per quanto tempo dureranno», sottolinea il parroco di Cap Ferret. Mentre le persone sfollate sono in un primo momento indirizzate verso edifici pubblici come sale polivalenti, questa soluzione è sostenibile solo a breve termine e, se la situazione dovesse perdurare, saranno necessari alloggi più confortevoli.
Sensibilizzare i fedeli
La Chiesa locale dispone di pochi mezzi logistici e non può organizzare da sola i soccorsi d'urgenza. I cattolici che si sono offerti volontari si sono mobilitati tramite le autorità civili. La Chiesa, in ogni caso, incoraggia i fedeli a mostrarsi solidali e a sostenere lo Stato nelle sue azioni. Anche nelle parrocchie più lontane dagli incendi.
A Blaye, a nord di Bordeaux, ad esempio, il parroco, Joseph Batware, ha organizzato due veglie di preghiera per le persone sfollate e per chi ha perso i propri beni. Al termine della cerimonia sono stati distribuiti volantini informativi sui beni da raccogliere e sui modi per rendersi volontari o proporre un alloggio. «Anche se tra noi e l'incendio c'è il fiume, i parrocchiani si sentono molto coinvolti da quanto sta accadendo e vogliono aiutare. Cerchiamo di sensibilizzarli affinché, se il bisogno di aiuto dovesse aumentare, i cristiani siano i primi a portare soccorso», assicura il sacerdote a cath.ch. A Blaye, per il momento, sono arrivate nelle case di riposo solo alcune persone anziane evacuate, oltre ad alcune famiglie che hanno raggiunto parenti residenti nella zona. Ma in caso di aggravamento, la parrocchia ha già messo a disposizione il Centro St-Sauveur, il suo edificio abitabile più grande.
Messe, marce e processioni
La situazione provoca ovviamente molta angoscia nella popolazione. «Paradossalmente forse ancora di più per le persone che non erano sul posto, ma che sentono l'odore di fumo e vedono le immagini apocalittiche nei media», osserva padre Volta.
Di fronte a tutto questo, la Chiesa locale si sforza di offrire il proprio sostegno spirituale. A Bordeaux e in altri luoghi della Gironda vengono organizzate cerimonie. Due messe sono state celebrate nella cattedrale, in particolare in omaggio ai due vigili del fuoco deceduti alcuni giorni fa. Nella Parrocchia del Langonnais, il 28 luglio si è svolta una marcia di preghiera sotto il patrocinio di Notre-Dame, così come una processione nella parrocchia di Sauveterre-de-Guyenne.
Il vescovo di Bordeaux, mons. Jean-Paul James, è al momento assente dalla diocesi, «ma si preoccupa molto degli eventi e si informa ogni giorno», indica padre Volta. Il prelato ha trasmesso il 24 luglio un messaggio pubblicato sul sito internet della diocesi in cui «incoraggia le iniziative dei gruppi di preghiera che porteranno avanti queste intenzioni, per tutto il tempo necessario». Il vescovo sostiene inoltre «i gesti di solidarietà e di accoglienza verso le persone che hanno dovuto essere evacuate, così come verso tutto il personale dei vigili del fuoco e degli altri soccorritori.»
Un sostegno nazionale
Mentre una decina di parrocchie sono state evacuate, i parroci si mobilitano attraverso le loro reti per restare in contatto con i fedeli dispersi. Sono così nate catene di preghiera e gruppi di condivisione, rileva il vicario generale.
Alcuni sono anche andati incontro agli sfollati. Due sacerdoti si sono recati nei centri di accoglienza per portare il loro sostegno. «Mi hanno detto che è stato apprezzato e ha permesso a diverse persone di trovare un po' di sollievo e di ritrovare un po' di speranza», nota Samuel Volta.
Ma il sostegno arriva anche a livello nazionale. «Non potete immaginare quanti messaggi di conforto ricevo ogni giorno, assicura il sacerdote, anche da parte di altri vescovi di Francia.»
fonte: cath.ch/ag/rz/trad. catt.ch
Nel pomeriggio del 28 luglio, il fuoco restava «stabilizzato», «nonostante diverse riprese», secondo la prefettura della Gironda. Le autorità annunciano tuttavia che le previsioni meteorologiche per martedì 29 luglio «sono sfavorevoli», con un aumento delle temperature. Di recente, i vigili del fuoco hanno evacuato quasi 4000 persone nei dintorni di Lacanau. RZ