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La Candelora a Pazzalino, da 550 anni "un momento di profondo vivere comunitario"

Il ricordo della “Presentazione di Gesù al tempio”, è collocato liturgicamente il 2

febbraio, quaranta giorni dopo il Natale, seguendo la cronologia del Vangelo di Luca.

Questa festa, celebrata in Gerusalemme già verso il IV secolo, venne recepita in

Occidente nel VII secolo, abbinandola nel tempo al titolo di “Purificazione della

Vergine Maria”, entrato nei libri liturgici occidentali a partire dal secolo X. È

particolarmente presente in questa solennità la liturgia della luce con la benedizione

delle candele, ricordando il Cantico di Simeone: “i miei occhi hanno visto la tua

salvezza, luce per illuminare le genti”. L’orizzonte mariano di questa solennità

celebra Maria come colei che porta la Luce, in quanto madre di Cristo, Luce della

genti. In questa prospettiva la benedizione delle candele, da cui pure il termine di

Candelora, sottolinea la missione di essere luce dentro il tessuto della storia, come

al mandato lasciato dal Maestro ai suoi discepoli.

Le varie Parrocchie hanno un santo quale patrono o un titolo riferito alla Vergine

Maria. Alcune hanno scelto quello della “Purificazione della Vergine Maria”, come

Pazzalino, dove ieri, domenica 3 febbraio, si è celebrata la festa patronale intitolata

alla “Madonna della Candelora”, con la presenza del Vescovo al mattino per la Santa

Messa.

Accolto da una folla di fedeli, Mons. Lazzeri è stato salutato e ringraziato dal

presidente del Consiglio parrocchiale Carmelo Rossini, che ha richiamato “la

tradizione secolare di questa festività a Pazzalino”. A sua volta il Vescovo, aprendo

l’Eucaristia e sottolineati significato e valore di questa tradizione, ha richiamato

“l’impegno di sempre crescere in fedeltà al Vangelo come comunità e singoli fedeli”.

Con Mons. Lazzeri hanno concelebrato il parroco don Darius Solo, il collaboratore

parrocchiale don Arioste e il cerimoniere vescovile don Emanuele Di Marco. Il canto

è stato proposto dal gruppo “Servizio animazione liturgica e musicale” diretto da

Maria, con alla tastiera il diacono Dante Balbo.

Ricollegandosi al brano evangelico della Presentazione di Gesù al Tempio, il Vescovo

nell’omelia ha invitato ad ascoltare Maria, sottolineando “significato e valore della

sua presenza lungo il nostro cammino”. Infatti “lei che presenta Gesù al Tempio,

ascoltando un messaggio sconvolgente, è Colei che sa entrare nel profondo del

nostro cuore”, mentre “dobbiamo rivolgerci a lei, per seguirne l’esempio e

accogliere il suo consiglio”.

Al termine della celebrazione il parroco don Darius Solo ha espresso “gratitudine per

l’impegno individuale e comunitario”, richiamando “la responsabilità di tutti per

mantenere vivo nel tempo questo momento di profondo vivere comunitario ”.

Prima della benedizione e del congedo Mons. Lazzeri ha ringraziato “per

l’accoglienza ricevuta” e ha espresso “la gioia vissuta con la comunità di Pazzalino”,

alla quale ha augurato di “accogliere giorno per giorno la novità di Dio”

Nel pomeriggio, dopo la preghiera dei Vespri, ha avuto luogo la tradizionale

processione lungo il nucleo storico, ripercorrendo, con la statua della Vergine Maria,

il cammino quotidiano e famigliare. Un gesto semplice e simbolico, ricollegato

all’impegno stesso della testimonianza, per essere e portare luce di Vangelo.

In questa patronale sono pure stati sottolineati i 550 della nascita di questa

parrocchia, staccata dalla chiesa di San Lorenzo in Lugano con decreto 24 marzo

1468 del Vescovo di Como. Leggiamo nel Bollettino parrocchiale che “il Capitolo di

San Lorenzo ricorse alla Santa Sede”. Alla fine però “prevalse il buon senso e si

giunse ad un accordo, datato 9 maggio 1472, che ridefinì meglio i rapporti della

nuova parrocchia con la chiesa di San Lorenzo”.

La parrocchia sorta attorno alla chiesa, già “menzionata in un documento del 1222”,

conobbe un progressivo sviluppo demografico lungo i secoli e si è resa necessaria la

costruzione di una nuova chiesa alla Terzerina di Pregassona. Progettata

dall’architetto Alberto Finzi, venne realizzata quando era ancora parroco don

Giuseppe Masina. Dedicata il 19 maggio 1997 e avente quali patroni i Santi Giovanni

Battista e Massimiliano Kolbe, costituisce con l’antica chiesa che sta in alto un

binomio importante di vita e di luce per questa vasta parrocchia, che si estende

anche a Cureggia e che un tempo comprendeva pure la popolosa comunità di

Viganello, a sua volta divenuta indipendente nel 1988.

Pure ricordato durante la celebrazione del mattino l’85.mo della Sezione Scaut San

Gottardo.

G.B.

Foto servizio di Antonio Schmidt

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