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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (21 febbraio 2026)
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  • L'appello delle Chiese svizzere per "una società più umana"

    In occasione della Giornata internazionale dei diritti dell'uomo che cade il 10 dicembre, le Chiese svizzere, in un documento congiunto, chiedono una società più umana, che accolga soprattutto le persone in difficoltà. Inoltre, deplorano il fatto che aiutare dei rifugiati possa essere ritenuto un reato.

    Il testo «Faire de la place», un contributo congiunto della Conferenza dei Vescovi svizzeri, delle Chiese protestanti e delle Chiese libere della Svizzera intende stimolare la riflessione sulla provocazione contenuta entro le pagine del testo sacro: la promessa divina di una vita in abbondanza per tutti e l'idea di una sola e unica famiglia umana. Pubblicato in occasione della Giornata dei diritti umani e dell'uomo 2019, il testo mette anche in evidenza, non senza indignazione, che, attualmente, chi cerca di difendere migranti e rifugiati davanti alla legge rischia di entrare in conflitto con lo Stato.

    Le persone che chiedono asilo hanno bisogno di protezione e sostegno. Sotto l'effetto di uno spirito e di un clima concorrenziale, nonché della mancanza di risorse, tuttavia i loro bisogni sono visti da molti come una minaccia verso i propri interessi. L'incontro tra persone si trasforma in questo caso in uno scontro, suscitando una situazione drammatica entro la società, anche quella Svizzera.

    "Rispondere ai bisogni degli esseri umani non è attualmente pienamente concesso dalla legge. Lasciare dunque spazio alla nostra umanità è l'unica opzione per prendere seriamente a cuore i bisogni di uomini e donne e per rispondervi", sottolinea il documento. La Bibbia, a questo riguardo, si muove su un registro molto diverso rispetto allo Stato. Promette infatti una vita in abbondanza per tutti. La nozione che le Chiese svizzere vogliono dunque promuovere è quella di un "una sola famiglia umana".

    Le Chiese chiedono di "non essere mai più in concorrenza gli uni con gli altri, e di nutrire confidenza rispetto al prossimo piuttosto che sospetto".

    A questa richiesta delle Chiese, si aggiunge il lancio di una petizione promossa dall' "Azione dei cristiani per l'abolizione della tortura", che le varie parrocchie svizzere potranno proporre ai propri parrocchiani durante la Giornata.

    red/cath.ch

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