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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (26 febbraio 2026)
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  • L'udienza di Papa Leone XIV alla CEI nell'Aula delle Benedizioni

    Le coordinate di Papa Leone XIV: “Portare Cristo nelle vene dell’umanità”

    «Portare Cristo nelle vene dell’umanità» e coltivare «una Chiesa che sia casa della pace». Con queste immagini vivide Papa Leone XIV ha accolto, per la prima volta, i vescovi italiani riuniti in Vaticano. In un discorso denso, pronunciato nell’Aula delle Benedizioni, il Pontefice ha delineato le “coordinate pastorali” per il futuro della Chiesa italiana, sottolineando la necessità di un impegno audace, profondamente radicato nel Vangelo e capace di affrontare le sfide del nostro tempo.

    L'annuncio al centro

    «Il primo grande impegno che motiva tutti gli altri è l’annuncio del Vangelo», ha ribadito il Papa, richiamando l’Evangelii gaudium, esortazione apostolica che compie 12 anni ma che – ha detto – “ancora attende di essere pienamente assimilata”. È l’invito a riportare Gesù al centro della vita pastorale, con parole nuove e concrete. “Aiutare le persone a vivere una relazione personale con Lui”, ha insistito, “per scoprire la gioia del Vangelo”.

    Andrea Tornielli, nell’editoriale su Vatican News, evidenzia la connessione diretta che Leone XIV ha tracciato tra l’annuncio e «l’impegno per la pace, la dignità umana minacciata dalla tecnologia, e l’attenzione ai poveri». Sono, sottolinea, “il terreno nel quale ai cristiani è chiesto oggi di testimoniare la bellezza del Vangelo”.

    La pace come compito quotidiano

    «La pace non è un’utopia spirituale», ha affermato con forza Papa Leone. È piuttosto “una via umile, fatta di gesti quotidiani, che intreccia pazienza e coraggio, ascolto e azione”. Da qui l’appello ad ogni Diocesi italiana affinché promuova “percorsi di educazione alla nonviolenza”, “progetti di accoglienza” e iniziative per trasformare “la paura dell’altro in opportunità di incontro”. Ogni comunità ecclesiale, ha aggiunto, «diventi una casa della pace».

    L’urgenza di una riflessione sull’umano

    Nel cuore dell’intervento anche l’allarme per le trasformazioni portate da intelligenza artificiale, biotecnologie e social media. «La persona non è un sistema di algoritmi: è creatura, relazione, mistero», ha detto Leone XIV, invitando a non perdere di vista la corporeità, la vulnerabilità e la sete di infinito dell’essere umano. “Senza una riflessione viva sull’umano, la fede rischia di diventare disincarnata”.

    Tornielli ha commentato: “Il Papa sa che la Chiesa in Italia deve fare i conti con il secolarismo, la disaffezione verso la fede e il calo delle nascite. Per questo – come Francesco prima di lui – chiede audacia, per non abituarsi a situazioni che sembrano normali o insormontabili”.

    Dialogo e sinodalità come stile

    Altro punto chiave: la sinodalità. «Diventi mentalità», ha chiesto Leone, «nei cuori, nei processi decisionali e nei modi di agire». Ma la sinodalità, ha spiegato, passa anche attraverso il “dialogo intergenerazionale” e il confronto con il mondo. “Solo dove c’è ascolto può nascere comunione, e solo dove c’è comunione la verità diventa credibile”.

    Nel suo saluto, il cardinale Matteo Maria Zuppi ha espresso al Papa “obbedienza, fraternità e amicizia”, ribadendo la volontà della CEI di “innovare con libertà” per essere una Chiesa “vicina ai dimenticati, agli imperfetti, ai poveri”.

    Laici protagonisti, Chiesa in uscita

    Infine, l’attenzione ai laici: «Abbiate cura che siano protagonisti dell’evangelizzazione nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli ospedali, nella politica», ha raccomandato il Pontefice. Nessuno – ha detto – “può impedire alla Chiesa di stare vicino alla gente, di servire i poveri, di camminare con gli ultimi”.

    Un futuro da scrivere insieme

    Con questo intervento, Leone XIV lancia un messaggio chiaro e forte: la Chiesa italiana è chiamata a essere “artigiana della pace”, “sentinella dell’umano” e “casa dell’annuncio”. In un’Italia scossa dal secolarismo e dalla crisi demografica, il Papa chiede scelte coraggiose e uno sguardo profetico. Il Vangelo, ricorda, “è ciò di cui tutti abbiamo bisogno per vivere bene ed essere felici”.

    fonte: agenzie/red

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