Sensibilità al mondo, alle cose che vi accadono, ai suoi avvenimenti, e per quegli incontri cercati o forse provvidenzialmente predisposti. Come quelli con la comunità Bahá-í di Locarno, luogo di ritrovo ormai storico per momenti di discussione e preghiera sui temi del dialogo e della pace, secondo questa proposta spirituale proveniente dall’Iran. A parteciparvi e a raccontare questo incontro tra spiritualità diverse – ma accomunate da una tensione verso l’unità e la fratellanza universale – è Claudio Troise, nel suo ultimo volume «Lettere ai giornali», raccolta dei suoi scritti ai quotidiani ticinesi, dal 2012 ad oggi.
76 anni, di Locarno e dai più conosciuto per essere stato archivista e bibliotecario al Collegio Papio di Ascona, Troise – oggi nonno – ha aderito sin da giovane al movimento dei Focolari, esperienza dalla quale impara il valore dell’amore per il prossimo, anche se apparentemente diverso da noi.
Amore, rispetto e dialogo, che è ciò che vorrebbe vedere applicati anche nella Chiesa e nella società odierna, come indicano i diversi capitoli del suo libro: da «L’empatia ci salverà» – lungo capitolo in cui si ricorda anche l’esperienza recente della Flotilla in viaggio verso Gaza – a «Spiritualità», vero cuore pulsante di questo nuovo volume, in cui si racconta, oltre che lo scambio con la comunità locarnese Bahá-í, anche di molti altri «sogni» dello scrittore. Ad esempio, quello di avere, per la Diocesi di Lugano, un prossimo vescovo il più possibile vicino alla gente, e scelto per le sue qualità pastorali in primis; ma anche di una comunità ecclesiale che rifletta attentamente sulla figura del sacerdote, rimediando a quelle solitudini in cui egli può incorrere. Una Chiesa poi attenta alle nuove forme di povertà, al dialogo tra scienza e fede. Infine un popolo di cristiani in cammino con lo sguardo fisso alla «Grande Speranza»: il raggiungimento del Paradiso, lì dove le differenze saranno abbattute, in unione e condivisione gli uni con gli altri.
«Per questo nuovo volume, e su consiglio di un caro amico, ho scelto un ordine tematico proprio per farne risaltare il messaggio. In questo modo mi sono accorto che il tema della spiritualità emergeva progressivamente come tema portante», spiega Troise. «Dal dialogo con altre fedi, traggo molta ispirazione sui temi oggi più urgenti. Tutto nasce dalle mie letture quotidiane del giornale: se individuo un tema che mi colpisce come cristiano e uomo di fede, scrivo. Per me è importante portare una prospettiva di fede: è infatti ciò che sento sia chiesto oggi ai battezzati. Mi sta molto a cuore anche il tema della povertà. Mi ferisce. Nella nostra società è presente in tante forme e non posso che levare la mia voce. Perché le cose cambino però non basta certo la mia scrittura. Ci vuole lo Spirito Santo, l’attesa vissuta nella preghiera, da parte di tutti. Questa è la mia piccola speranza: che queste lettere suscitino la riflessione, e dalla riflessione chissà, nasca in qualcuno la voglia di reagire. Siamo in tanti ad avere la stessa sensibilità, la critica costruttiva va fatta, è un dovere civile. Spero di infondere coraggio». Il libro di Claudio Troise «Lettere ai giornali – II» è disponibile alla Libreria Locarnese in Piazza Grande a Locarno.
(LQ)