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Alcuni consigli di lettura per curare la spiritualità nel tempo delle vacanze estive

di Cristina Uguccioni

Libri: ecco qualche suggerimento per chi, d’estate, cerca buone letture e vuole gustare le avventure del pensiero umano.

Sentieri di senso

Qiqajon, la casa editrice della Comunità monastica di Bose, si appresta a pubblicare il centesimo volume della Collana denominata “Sentieri di senso”.  Questa felice Collana, che sta riscuotendo un meritato successo, è  nata nel 2010 e propone in formato tascabile testi di valore, che non superano le 40 pagine e hanno un prezzo molto contenuto (3 euro). I testi riguardano tematiche bibliche, spirituali, etiche, antropologiche. Ogni anno escono sei volumi: si possono acquistare singolarmente oppure è possibile sottoscrivere un abbonamento che consente di ricevere a casa quelli dell’anno in corso. Tra i volumi pubblicati negli ultimi anni segnaliamo: “Per una teologia del lavoro” di Alberto Mello, “Lentezza: una rivoluzione?” di Luciano Manicardi, “Discernimento comunitario in una chiesa sinodale” di Piero Coda, “Sulla gratitudine” di Silvia Murrai,  "Oltre la tolleranza” di Sabino Chialà. E sarà di Sabino Chialà, priore della Comunità di Bose, anche il centesimo volume della Collana, intitolato “Lottare per la pace”, di prossima uscita. Come racconta Guido Dotti, monaco di Bose e membro del comitato editoriale della casa editrice, «questa Collana è nata con l’obiettivo di pubblicare riflessioni brevi, ma approfondite e complete, su temi diversi, per cercare di andare incontro a quei molti lettori che oggi cercano pensieri buoni, ma per svariate ragioni non desiderano affrontare volumi corposi e prediligono il formato cartaceo a un prezzo esiguo. La Collana si chiama “Sentieri di  senso” perché, appunto, desidera proporre sentieri, piste di riflessione, suggerendo un senso e una direzione al cammino del pensiero. Potremmo considerare questi volumi degli utili attrezzi per quanti sono desiderosi di costruire artigianalmente pace, giustizia, buone relazioni, legame sociale, vita secondo lo Spirito».

La vita e l’attesa

Il vescovo Vincenzo Paglia firma un libro pregevole: “La vita e l’attesa” (Vita e Pensiero ed.). Il volume – che non mancherà di appassionare i lettori e sostenere con intelligenza i loro giorni – raccoglie riflessioni sapienti sulle “questioni ultime”: dalla vecchiaia, alla morte, alla risurrezione, alla vita eterna. Il cristianesimo ci fa dire: «Credo la risurrezione della carne e la vita del mondo che verrà». È la più alta celebrazione della vita – di questa stessa vita terrena – che mai sia apparsa nella cultura di tutta la storia del mondo. Mai nessuno l’ha affermata in maniera così chiara e solenne. Certo, non avremmo potuto annunciarla se non ci fosse stata rivelata da Gesù risorto. «La vita risorta – per la fede cristiana – non è una seconda vita, né una nuova vita alternativa, ma la piena realizzazione di questa unica vita che abbiamo ricevuto e che ci appartiene. Questa destinazione – scrive Paglia –  è il “filo rosso” che lega le pagine di questo libro». In questo quadro trovano dunque spazio, ad esempio, le riflessioni sui nostri corpi risorti, che «saranno corpi totalmente trasformati dalla luce generatrice di Dio: ma sono nondimeno i nostri corpi, con la nostra carne, la nostra singolarità, le nostre relazioni, la memoria dei nostri affetti e l’immaginazione di tutta la vita che ci rimane da vivere. La risurrezione della carne significa che rimarremo umani anche nel grembo felice di Dio: anzi, lo saremo come non lo siamo mai stati». Continueremo ad avere il nostro nome, perché sono stati scritti nel Cielo e nessuno li può togliere di lì. Dio crea il mondo dal suo amore e inventa l’uomo e la donna per vivere con loro e con tutte le loro generazioni. Dio fa di tutto per “dimostrare” agli uomini e alle donne che possono credere a questa destinazione, di cui, segretamente, vivono il presentimento.

Diventare umani

Mentre in questo complicato passaggio della storia l’Occidente si interroga su cosa significhi essere “umani”, e papa Leone XIV nella sua enciclica sviluppa una sapiente riflessione sulla persona umana, Luciano Manicardi, appartenente alla Comunità monastica di Bose, offre un generoso, approfondito contributo alla riflessione con il suo ultimo libro, intitolato “Diventare umani. Una grammatica della vita spirituale” (Vita e Pensiero ed.). Il saggio presenta una riflessione sulla dimensione della spiritualità che, iniziando dalla storia del termine e di ciò che con esso si può intendere,  sviluppa un percorso in tre tappe che trova nella terza parte «un approccio alla vita spirituale cristiana centrato sulla figura di Gesù». Le prime due tappe «preparano la strada a una visione integrata e non duale della vita spirituale come, appunto, vita e vita nel e del corpo (“nulla di spirituale avviene se non nel corpo”), mentre l’ultima sceglie di presentarla per via narrativa attingendo alla testimonianza evangelica su Gesù». Manicardi si dice infatti convinto che una lettura dei vangeli «guidata dalla domanda sulla pratica dell’umano da parte di Gesù, su che uomo sia Gesù e come declini quell’umano che abita in lui come in ognuno di noi, e accompagnata dal confronto fra sé, la propria maniera di vivere e “la parola” evangelica, possa immettere in quel processo trasformativo che è proprio della vita spirituale cristiana: diventare umani seguendo Gesù».

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