La mostra
Si è svolta oggi, a partire dalle 10.00, al Centro San Giuseppe di Lugano una giornata per ricordare don Alessandro Pronzato, prete e scrittore, scomparso nel 2018. Al Centro San Giuseppe, in via Cantonale 2a, è stata allestita anche la mostra – percorso biografico e rassegna delle pubblicazioni – realizzata da Roberto Barberis in occasione del convegno “Alessandro Pronzato, suscitatore di inquietudini” che si tenne lo scorso 28 settembre a Casale Monferrato.
La giornata di dibattito e memoria “Don Alessandro Pronzato e il Ticino. Testimonianze, ricordi e filmati” si è aperta dal saluto di don Claudio Mottini, quindi Paolo Sesana ha illustrato il messaggio di padre Leonardo Sapienza, curatore del volume “Il prete e la gioia” (Edizioni San Paolo) che raccoglie scritti di don Pronzato sul sacerdozio. È seguito un filmato e la testimonianza di don Italo Molinaro. Poi Paolo Sesana ha letto brani dai testi di don Pronzato mentre Luigi Maffezzoli ha raccontato la sua testimonianza di collaborazione giornalistica con lo stesso Pronzato.
Mons. Carlo Grattarola, sacerdote della diocesi di Casale Monferrato, ha condiviso i suoi ricordi della vita in seminario con Pronzato, mentre la famiglia Pecoraro ha parlato a nome dei “suoi ragazzi”. La giornata si è conclusa con l’intervento di mons. Pier Giacomo Grampa, vescovo emerito di Lugano.
Le testimonianze
Un tassello, come dicevano fondamentale, è l'aspetto umano di don Pronzato e don Pierangelo Regazzi, oggi parroco di Bellinzona, amico e parroco nei trascorsi di don Pronzato a Cademario, vi si sofferma: "Non si vuole solamente sottolineare le sue attività e i suoi scritti e non solo le sue qualità di predicatore e scrittore, intrattenitore ma soprattutto le sue qualità umane. Nelle tante fotografie che lo ritraggono nella mostra, si vede che don Alessandro con le persone è sempre stato disponibile e posso testimoniare che ha sempre avuto una buona parola per tutti. E' stato un esempio di un modo di vivere una Chiesa viva e vivace". "Il mio interesse e la mia conoscenza con don Pronzato", continua don Pierangelo Regazzi, "è nata ancor prima che lui arrivasse a vivere qui in Ticino, in Valtellina, quando io seguivo i suoi corsi biblici. Poi fu la grande meraviglia nello scoprire che veniva a vivere a Cademario, dove ero parroco, mi chiamò proprio per dirmelo. E posso anche dire che fu il parrocchiano meno frequentatore della Chiesa... perché aveva comunque tante, tantissime attività. Ma con la sua presenza, lì, si rinsaldò la nostra amicizia. In lui ho trovato un prete libero che non si lasciò mai schiacciare dalle strutture civili ed ecclesiali, perché non aveva una spiritualità bigotta ma ironica, simpatica. Ho sempre trovato in lui un valido appoggio quando gli chiedevo consigli sui contrasti con l'autorità ecclesiale Ticinese: riusciva sempre a sdrammatizzare".
Continua don Pierangelo: "Un momento importante che ho avuto con don Sandro è stato al funerale di mio padre, lui spontaneamente, mi chiese di poter dire la predica della messa e devo dire la verità mi ha aperto veramente gli orizzonti oltre la chiesa come istituzione".
Don Pronzato e Papa Francesco
Aggiunge don Pierangelo Regazzi: "Vorrei ricordare un passo molto importante fu quando lui non recepiva gli inviti di Papa Francesco di andarlo a trovare. Aveva difficoltà ad incontrarlo. E così una volta mando' me... e io salutai il Papa a nome di Alessandro Pronzato, che il Papa conosceva molto bene. Francesco mi disse: "Salutami don Pronzato e digli che mi aiuta ogni giorno a convertirmi!". Che parole importanti... quando riportai queste parole a don Alessandro, fu immensa la sua gioia e dopo poco tempo si convinse ad andare a trovare Papa Francesco.
Don Pronzato e la malattia
"Quando era gravemente malato" aggiunge don Pierangelo, "lo andai a trovare e fu un incontro surreale: era lui a sollevare noi. Mi ricordo furono 30 minuti di incontro e 30 minuti di barzellette, di ironia e di divertimento. Posso dire che don Alessandro Pronzato mi ha insegnato a vivere e a morire!"
Don Pronzato e i media
Un altro tassello importante è la presenza mediatica di don Pronzato, ce ne parla don Italo Molinaro, caporedattore delle trasmissioni Strada Regina, RSI LA1, e Chiese in Diretta, RETE UNO, uno dei relatori della conferenza di apertura di domani. "Don Pronzato è stato uno dei primi divulgatori biblici mondiali". Cosi lo ricorda don Italo Molinaro: "Basti ricordare che nelle librerie, c'era il reparto per il cardinale Martini e quello di don Pronzato. I due, per un verso e per un altro, sono stati coloro i quali nell'era pre social e pre internet hanno utilizzato l'unico strumento che c'era di divulgazione: ovvero il libro e lo hanno usato a un livello altissimo." Aggiunge don Molinaro: "Bisogna ricordare che alcuni libri sono stati scritti qui in Ticino e nascono da una rubrica che aveva con il Giornale del Popolo e paradossalmente proprio in internet oggi non c'è niente di don Pronzato. Lui si è ritirato dalla scena pubblica proprio quando si affermava questo nuovo mezzo di comunicazione e per questo, posso dire che, per esempio Strada Regina, ha un'importanza fondamentale, perché è l'unica testimonianza video e filmata probabilmente al mondo, di don Pronzato. Sarebbe auspicabile che qualcuno raccogliesse questa memoria audio-video!".