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Midterms: il voto dei cattolici americani si è spostato a sinistra

Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti hanno rivelato un calo significativo del sostegno ai Repubblicani tra i cattolici. Questa disillusione nei confronti del Partito Repubblicano (GOP) è particolarmente pronunciata tra i cattolici ispanici.

Nel 2024 l’elettorato cattolico aveva avuto un ruolo importante nel secondo arrivo di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. I cattolici, che rappresentano il 20% della popolazione del Paese, avevano votato al 55% per il newyorkese. Due anni dopo, alle elezioni del 3 novembre 2026, che hanno consegnato ai democratici il controllo di entrambe le camere del Congresso, il sostegno cattolico ai repubblicani è sceso al 49%, secondo i dati degli exit poll raccolti in particolare da NBC e AP.

Concretamente, la destra americana ha subito una battuta d’arresto, ma appare ancora popolare tra i cattolici bianchi (56% nel 2026 contro il 59% nel 2024). Ha perso molto più terreno tra i cattolici ispanici. Se nel 2024 il 43% di questi elettori aveva scelto Trump, oggi solo il 35% di loro ha infilato nell’urna una scheda repubblicana il 3 novembre.

I cattolici neri sono storicamente stati in larga maggioranza favorevoli ai democratici. Tuttavia, il 18% di loro aveva scelto il candidato repubblicano due anni fa. Una cifra scesa al 13% per il GOP nell’ultima votazione.

Chi sostiene i repubblicani tra i cattolici: uomini bianchi e anziani

Il sostegno più forte ai repubblicani viene dai cattolici che sono anche uomini, anziani e bianchi. Questa categoria di cattolici è l’unica ad aver votato in maggioranza per i repubblicani (cattolici over 65: 53%, cattolici uomini: 55% e cattolici bianchi: 56%). Le donne cattoliche hanno votato al 54% per i democratici, e i cattolici sotto i 29 anni al 65% per il partito dell’asinello.

Nel complesso, la popolazione cristiana si mostra più favorevole ai repubblicani. L’exit poll ha infatti stimato che il 59% degli elettori protestanti abbia votato repubblicano. Parallelamente, il 78% di coloro che si dichiarano senza religione ha votato democratico.

Ryan Burge, analista politico e professore alla Washington University di St. Louis, non ritiene tuttavia che il risultato del 3 novembre rifletta un cambiamento ideologico all’interno dell’elettorato cattolico. Per lui, le questioni economiche sono state la chiave delle elezioni, come afferma alla rivista gesuita America. Lo spostamento a sinistra sarebbe quindi solo congiunturale, indicando più una sanzione per la politica economica di Donald Trump che un’adesione alle idee democratiche. Almeno per quanto riguarda i cattolici bianchi.

Per quanto riguarda gli ispanici, sarebbero in gioco altri fattori. Molti analisti ritengono che il comportamento brutale della polizia dell’immigrazione (ICE), diretta principalmente contro popolazioni a loro volta ispaniche, abbia potuto scioccare questo elettorato e allontanarlo da Donald Trump.

I cattolici, più filorepubblicani della popolazione generale

Gli afroamericani rappresentano solo il 2% dei cattolici. Nelle classi svantaggiate, in cui sono ancora largamente rappresentati, la reputazione di abile uomo d’affari del magnate immobiliare avrebbe suscitato la speranza che un miglioramento dell’economia generale avrebbe elevato il loro tenore di vita. Aspettative smentite dal forte deterioramento del potere d’acquisto negli ultimi due anni.

Il voto cattolico alle Midterms (49% per i repubblicani) differisce leggermente da quello della popolazione generale, che ha scelto i conservatori solo nel 44% dei casi. Si registra una corrispondenza quasi totale sul voto ispanico (il 64% della popolazione ispanica in generale ha votato per i democratici, il 65% dei cattolici ispanici). La popolazione bianca ha votato in parti uguali (49%) per i due partiti. Ciò significa che i bianchi di confessione cattolica sono stati più numerosi a scegliere i repubblicani (56%). Anche i cattolici neri sono stati un po’ meno severi con il GOP (13%) rispetto al resto di questa popolazione, di cui solo il 9% ha votato «rosso» (il colore del Partito repubblicano).

Secondo il National Catholic Reporter (NCR), per ora una trentina di politici e politiche cattolici sono stati eletti alle Midterms. Tra loro Deb Haaland, che è anche la prima nativa americana a diventare governatrice negli Stati Uniti (Nuovo Messico).

Il Partito democratico accanto agli immigrati cattolici

Sebbene il voto cattolico sia stato un tempo un bastione democratico — con in particolare l’80% di sostegno a John F. Kennedy (anch’egli cattolico) alla sua candidatura alla presidenza nel 1960 —, nei decenni più recenti si è orientato verso il centro, se non verso il centro-destra, osserva America Magazine.

Storicamente, i cattolici americani hanno costituito uno dei pilastri elettorali del Partito democratico, in particolare tra gli anni Trenta e Sessanta. Un’adesione che derivava meno dalla dottrina politica della Chiesa cattolica che dalla condizione sociale dei cattolici e dal loro posto nella società americana. Alla fine dell’Ottocento e all’inizio del Novecento, i cattolici americani provenivano infatti in larghissima parte dall’immigrazione da Paesi europei cattolici, come Irlanda, Italia, Polonia o Francia. Una popolazione spesso proveniente dalle classi popolari e operaie, che si è concentrata nelle grandi città industriali del Nord-Est e del Midwest.

Spostamento di interessi

Questi immigrati si sono scontrati con l’ostilità della classe dominante, in larga parte protestante e a volte anticattolica. Il Partito democratico, in particolare nelle grandi città, offriva a queste popolazioni cattoliche punti di riferimento politici e sociali. Le macchine politiche democratiche hanno svolto un ruolo importante nella loro integrazione, fornendo loro lavoro, assistenza sociale, rappresentanza politica e difesa dei loro interessi.

Ma diverse evoluzioni hanno allontanato una parte dei cattolici dal Partito democratico. I discendenti degli immigrati europei hanno progressivamente lasciato i quartieri popolari per i sobborghi, sono entrati nella classe media e hanno adottato comportamenti elettorali più vicini a quelli degli altri americani dello stesso livello sociale.

L’elettorato cattolico bianco si è rivolto più alle questioni etiche che alla lotta sociale. La legalizzazione dell’aborto da parte della Corte suprema, nel 1973, ha in particolare contribuito ad avvicinare i cattolici conservatori al Partito repubblicano, che ha progressivamente fatto dell’opposizione all’aborto un elemento centrale del proprio programma. Il voto cattolico a favore dei democratici è così passato dal 71% nel 1960 al 44% nel 2004, secondo il Pew Research Center.

fonte: cath.ch/america/arch/rz/trad. catt.ch

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