di Katia Guerra
Grazie agli incontri sul territorio fra la Curia vescovile, i suoi collaboratori e i Consigli parrocchiali dei vari Vicariati che si sono svolti lo scorso autunno, è stato possibile individuare delle aree di intervento prioritarie su cui incentrare gli sforzi del gruppo di lavoro istituito per affiancare le parrocchie. La proposta, lo ricordiamo, era stata annunciata lo scorso 14 giugno, durante il Giubileo dei Consigli parrocchiali tenutosi all’Istituto Elvetico. Sono in particolare emerse diverse difficoltà, fra le quali, in sintesi, il finanziamento delle parrocchie e il pareggio dei conti, aspetti legati all’imposta di culto, nel trovare persone che si occupino della gestione delle parrocchie, rapporti con gli altri enti e istituzioni. «Durante i primi incontri con il gruppo di lavoro abbiamo così definito in particolare quattro ambiti da approfondire, ognuno dei quali è stato assegnato a un sottogruppo », rivela don Massimo Gaia, delegato vescovile per la pastorale.
Gli ambiti sotto le lente assegnati a dei sottogruppi
«La prima area riguarda l’amministrazione, la contabilità, le finanze: occorrerà in un qualche modo riuscire ad avere delle direttive, non nel senso di imposizione, ma di sostegno e aiuto alle parrocchie, perché riescano a svolgere al meglio il loro compito in quanto Consigli parrocchiali». Poi c’è un sottogruppo che si sta occupando degli aspetti legislativi, in particolare della Legge sulla Chiesa cattolica e dei relativi regolamenti di applicazione, decreti, ordinanze. Su alcuni punti potrebbero essere promosse, a livello cantonale, delle revisioni delle leggi in vigore, ad esempio sulla questione dell’imposta di culto ». L’aspetto riguardante le collaborazioni interparrocchiale e le aggregazioni, con tutte le varie forme possibili quali ad esempio i consorzi, ha anch’esso il suo sottogruppo di lavoro, così come pure il rapporto e le collaborazioni con enti e autorità. I sottogruppi ora stanno lavorando autonomamente sui propri temi e sono previsti in seguito degli incontri comuni durante i quali fare il punto della situazione. Il primo è in calendario nel mese di giugno. I membri del gruppo di lavoro, 15 in tutto, sono stati scelti, in base alle competenze specifiche di ognuno e alla conoscenza della realtà del territorio.
Fra le preoccupazioni emerse anche quella della trasmissione della fede
Mons. Alain de Raemy si è espresso positivamente sui passi intrapresi fino ad ora, spiega don Massimo Gaia. In particolare, sono stati importanti gli incontri a livello dei Vicariati, dove sono emerse diverse preoccupazioni anche su aspetti che esulano dall’amministrazione tout court delle parrocchie, come ad esempio quello relativo alla trasmissione della fede alle prossime generazioni. «Nelle parrocchie si avverte un calo nella frequentazione, in particolare, delle funzioni religiose, ma anche nella collaborazione nell’attività delle parrocchie e questo suscita molti interrogativi».