Lunedì 21 luglio, il Santo Padre, nella sua allocuzione pronunciata a braccio e indirizzata a oltre 65 Sindaci delle principali città del mondo riuniti in Vaticano per discutere sulle nuove schiavitù e sui cambiamenti climatici, per iniziativa della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, ha detto testualmente: "Prendersi cura dell’ambiente significa avere un atteggiamento di ecologia umana. Non possiamo dire, cioè, che la persona sta qui e il creato e l’ambiente stanno lì.
L’ecologia è totale, è umana. E questo è quello che ho voluto esprimere nell’enciclica Laudato sì: non si può separare l’uomo dal resto; c’è una relazione che incide in maniera reciproca, sia sull’ambiente sulla persona, sia della persona nel modo in cui tratta l’ambiente; e anche l’effetto rimbalzo contro l’uomo quando l’ambiente viene maltrattato.
Per questo di fronte a una domanda che mi hanno fatto ho detto: “No, non è un’Enciclica “verde”, è un’Enciclica sociale”. Perché nella società, nella vita sociale dell’uomo non possiamo separare la cura dell’ambiente. In più, la cura dell’ambiente è un atteggiamento sociale, che ci socializza, in un senso o in un altro - ognuno può dargli il valore che vuole - dall’altro lato, ci fa ricevere - mi piace l’espressione italiana, quando parlano dell’ambiente, del “Creato”, di quello che ci è stato dato come dono, ossia l’ambiente." (Traduzione non ufficiale).
Nell'Angelus di domenica 14 giugno, Papa Francesco aveva già detto, pochi giorni prima della pubblicazione del documento: "Questa Enciclica è rivolta a tutti: preghiamo perché tutti possano ricevere il suo messaggio e crescere nella responsabilità verso la casa comune che Dio ci ha affidato." E poi, alla vigilia della pubblicazione dello scorso 18 giugno, il Papa è stato ancora più preciso: "Domani, come sapete, sarà pubblicata l’Enciclica sulla cura della “casa comune” che è il creato. Questa nostra “casa” si sta rovinando e ciò danneggia tutti, specialmente i più poveri. Il mio è dunque un appello alla responsabilità, in base al compito che Dio ha dato all’essere umano nella creazione: “coltivare e custodire” il “giardino” in cui lo ha posto (cfr Gen 2,15). Invito tutti ad accogliere con animo aperto questo Documento, che si pone nella linea della dottrina sociale della Chiesa." (Udienza generale del 17 giugno)
Ciò significa che il Santo Padre - tempo fa come ieri - oltre ad auspicare apertura del cuore e della ragione, lasciando da parte i pregiudizi ideologici, settari, nonché gli interessi meschini ed egoistici di parte, ha detto in modo chiarissimo che la Laudato si’ fa parte del corpo degli insegnamenti sociali della Chiesa Cattolica e, quindi, ha definito il suo documento un'Enciclica sociale, l'ultima di una lunga serie di testi pontifici molto rilevanti dal 1891 (Rerum Novarum). Queste parole del Papa, per i cattolici, sono un monito preciso che non può essere ignorato o sottovalutato poiché si tratta di "dottrina", seppure nell'ambito sociale (promozione umana/ecologia umana integrale), dimensione intrinseca al messaggio evangelico.
di Luis Badilla, il Sismofrafo.it