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no_image COMMENTO

"Se questo è politica...": papa Leone e quei valori del Vangelo incompatibili con l'estrema destra

di Markus Krienke*

Leone XIV ha voluto chiarire senza ambiguità che l'ideologia dell’estrema destra è incompatibile con il cristianesimo. Questa realtà sta guadagnando campo in Occidente attraverso una politica discriminatoria che fa della «remigrazione» la propria parola d’ordine. Con una breve ma netta affermazione pronunciata durante il volo di rientro dalla Francia il 28 settembre, Leone ha ribadito la sua ferma posizione, espressa già un anno fa: per essere pro-life non basta posizionarsi contro l’aborto se allo stesso tempo si è a favore della pena di morte e si negano i diritti fondamentali ai migranti. Inoltre, il Papa ha confermato la presa di posizione dei vescovi tedeschi del 17 settembre scorso in seguito alle elezioni in Sassonia-Anhalt. In essa si afferma l’incompatibilità tra l’AfD e i valori costituzionali: i vescovi ribadiscono la fermezza nella loro difesa e la loro  coerenza con il Papa.

Per mons. Heiner Wilmer, presidente dell’episcopato tedesco, «l’AfD è palesemente di orientamento nazionalista ed etnonazionalista. Per questa ideologia non c’è posto né dentro, né fuori dai luoghi di culto, né nel cristianesimo, né nell’ebraismo, né nell’islam».

Come anche il Papa, Wilmer rivendica che non si tratta affatto di ledere la separazione tra Stato e Chiesa attraverso un’ingerenza illegittima nella sfera politica, ma di sottolineare l’appropriazione indebita del cristianesimo da parte della destra estrema e di difendere quei riferimenti fondamentali della coesione sociale per i quali la Chiesa si impegna. Se la Chiesa non ha il diritto di intervenire nella sfera politica, certamente ha il dovere di alzare la voce quando la dignità umana viene lesa in modo grave ed evidente. In altre parole, nella difesa della vita e della persona, la Chiesa non può mai valicare la linea della politica. Con un’affermazione tipica del suo stile, riferibile anche a questa posizione, il Papa ironizza: «Se questo è considerato fare politica, allora l’ho fatta».

Leone  ha dato avvio, qualche giorno fa, alla sua catechesi sulla Gaudium et spes, ricordando che «il distacco tra fede professata e vita quotidiana va annoverato tra i più gravi errori del nostro tempo».

In altre parole, ogni cristiano laico è chiamato, proprio per la sua fede, a difendere e sostenere i valori della dignità umana, dei diritti e della democrazia, perché «non può accettare strutture inique». Così egli «investe nella libertà», come il Papa ha ricordato al Partito Popolare Europeo, lo scorso aprile. Proprio per questo i cristiani devono stare all’erta quando i partiti di estrema destra come l’AfD cercano l’alleanza e usano simboli cristiani, trovando nella Chiesa persone disposte a sostenerli. In questo momento storico,

il Papa non teme di far valere pienamente la sua autorità istituzionale per riaffermare l’autentico messaggio biblico: l’universalismo, la misericordia e l’amore dei nemici sono valori del Vangelo inconciliabili con le ideologie di estrema destra, poiché queste ultime limitano la solidarietà a chi appartiene al proprio popolo, operano forme di selezione e discriminazione tra gli esseri umani e parlano di «peccato dell’empatia».


*docente di etica alla Facoltà di teologia di Lugano

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