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Meeting di Rimini 2026 si chiude nel segno dello stupore e della gratitudine

di Federico Anzini

Si è chiuso mercoledì 26 agosto, alla Fiera di Rimini, il 47° Meeting per l'amicizia fra i popoli: sei giorni con il titolo preso dall'ultimo verso della Divina Commedia, «L'amor che move il sole e l'altre stelle»: 900'000 presenze, 150 incontri, 13 mostre, 13 spettacoli, 3'300 volontari. La giornata che rimarrà nella storia è sicuramente quella di sabato 22, con la visita di Papa Leone XIV, secondo Pontefice a Rimini dopo Giovanni Paolo II nel 1982. Resta soprattutto la gratitudine. Per la cordialità con cui il Papa ha attraversato i padiglioni, per il tempo dato ai bambini, alle famiglie, ai volontari. Chi era lì ha avuto la sensazione di essere accolto, più che di accogliere.

Ventenni che ad agosto non vanno al mare

Il 58 per cento dei molti volontari - arrivati dall'Italia e dall'estero, Ticino compreso - aveva meno di trent'anni. Li incontri ovunque, all'ingresso, in coda, davanti a una sala già piena, e ti accolgono con una gioia contagiosa. Montano e smontano, servono ai punti di ristoro, indirizzano chi si perde fra i padiglioni, presidiano gli ingressi delle sale, lavorano dietro le quinte. Commuove vedere così tanta gioventù che, in pieno agosto, invece di stare al mare sono alla fiera a svolgere un servizio gratuito e così decisivo per la manifestazione riminese con umile protagonismo.

Meeting di Rimini, ragazzi ticinesi tra la testimonianza su Marco Gallo e lo stupore del cosmo

25/08/2026

Meeting di Rimini, ragazzi ticinesi tra la testimonianza su Marco Gallo e lo stupore del cosmo

Una ventina di adolescenti della Svizzera italiana, con le loro famiglie, nel fine settimana del 22 e 23 agosto, hanno scelto due appuntamenti: la testimonianza su un diciassettenne sulla via della santità e una mostra con le immagini dei telescopi Hubble e James Webb. Sullo sfondo la visita di Leone XIV.

Si entra incuriositi, si esce stupefatti

Le tredici mostre restano il luogo dove si capisce meglio come lavora il Meeting. Quest'anno il percorso su Agostino di Ippona, «Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova»; l'Ecce Homo di Antonello da Messina; Søren Kierkegaard; il Libano fra ferite e convivenza; i dieci anni dal terremoto del Centro Italia; le missioni gesuitiche dei secoli XVI e XVII; Tolkien e Harry Potter. 

Poi i nomi che quasi nessuno conosce, entrando. Léon Harmel, industriale francese dell'Ottocento che anticipò parecchi principi della dottrina sociale della Chiesa. Madeleine Delbrêl, che il Vangelo lo visse dentro la città operaia. Suor Clare Crockett, irlandese, morta nel terremoto dell'Ecuador nel 2016 dopo aver lasciato il mondo dello spettacolo. Si entra per curiosità, si esce con la sensazione di aver incontrato qualcuno di importante, che ha parlato al proprio cuore.

Perché questo accada bisogna essere accompagnati: da soli, davanti a un pannello, si raccolgono nozioni. Il passaggio lo fanno le guide, volontarie e spesso giovanissime, che ti prendono all'ingresso e ti portano dentro il tema. Parlano di cose grandi con una semplicità che spiazza. E sorridono, liete nonostante la fatica.

Un crocevia, non un'enclave

Nel discorso del 22 agosto Leone XIV ha riconosciuto al Meeting di non essersi chiuso in «una sorta di enclave» e di essere diventato «un crocevia per la Chiesa e per la società». Ha anche detto che «occorrono pionieri coraggiosi», capaci di cominciare dalla propria inversione di rotta. Da quella frase la Fondazione ha ricavato il titolo della 48esima edizione, in programma dal 20 al 25 agosto 2027: «Pionieri coraggiosi per custodire l'umano».

Custodire l'umano, appunto. Quello che porto via dalla 47esima edizione è un modo di guardare la realtà. Il Meeting è un luogo che educa, cioè tira fuori il meglio delle persone: di chi accompagna e di chi si lascia accompagnare. Si torna a casa con una speranza rinnovata e con la convinzione che sia un piccolo miracolo passare sei giorni d'agosto ad ascoltare e a discutere insieme di temi anche complessi, invece di arrendersi all’indifferenza. Quel miracolo va portato dove ciascuno è chiamato a vivere: un'aula, un ufficio, una casa, una parrocchia.

Meeting Rimini 2026

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Meeting Rimini 2026

A quarantaquattro anni dalla visita di Giovanni Paolo II, venerdì 21 agosto inizia la kermesse riminese che torna ad accogliere un pontefice: sei giorni fra convegni su pace e intelligenza artificiale, percorsi su sant'Agostino e sul Libano, con un occhio di riguardo per la Svizzera italiana.

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