di Katia Guerra
È nell’incertezza, nei momenti di crisi, di instabilità che spesso si ritorna alla spiritualità, non necessariamente alla religione, e si rivolge lo sguardo alla nostra parte più profonda. È da questa costatazione che ha preso avvio il dialogo fra Gianluigi Gugliermetto, teologo anglicano, esperto di nuovi percorsi spirituali e Luigino Bruni, economista e saggista attento alle sfide umane, ospiti ieri sera, 14 gennaio, al Centro Cittadella di Lugano, dell’incontro proposto nell’ambito del ciclo «Spiritualità per tempi incerti», promosso dal gruppo di Studio biblico ecumenico del Luganese.
Percorsi diversi, accumunati da cammino, incontri, apertura
Durante la serata, moderata da don Italo Molinaro, parroco della chiesa del Sacro Cuore, e alla quale hanno partecipato un’ottantina di persone, si è fatto accenno a possibili percorsi spirituali diversi fra loro ma accumunati dall’idea di un cammino, di apertura, dell’incontro. La spiritualità può anche non essere legata alla religione, ai suoi dogmi, ai suoi riti, ma non deve nemmeno essere mero consumismo, ricerca di emozioni forti e di una felicità immediata. Deve «far intravvedere nuove possibilità e metterci su un cammino che integra psiche, corpo, relazione», sottolinea Gianluigi Gugliermetto.
La “Mistica evolutiva” ispirata dal teologo Matthew Fox
Elementi che sono alla base della «Mistica evolutiva», ispirata dalla teologia di Matthew Fox, presentata dal relatore, in cui si attiva un processo di crescita personale e collettiva, in cui si superano le barriere disciplinari per privilegiare una loro integrazione, in cui positività, conoscenza di sé, consapevolezza sono punti chiave.
La sfida di trovare nelle scritture le risposte alle domande di oggi
Uno sguardo incentrato sulla positività piuttosto che sulla negatività è stato offerto anche da Luigino Bruni, che suggerisce il superamento di quella che ha definito «l’enfatizzazione della mortificazione», per mettere invece l’accento sulle emozioni, sulla ricerca della gioia dentro la fede e nella vita quotidiana, in famiglia, nella comunità, sul lavoro. La Bibbia è una fonte importate per la spiritualità legata alla fede, ma ha anche un limite: la sua lettera richiede un importante impegno nella comprensione dei messaggi, perché bisogna anche capire il contesto nei quali sono stati scritti. «La sfida è far parlare i testi riconoscendo i segni dei tempi, per rispondere alle domande di oggi». Ha accennato anche la democratizzazione della spiritualità: non più relegata a persone o luoghi, ma di tutti e presente ovunque.
Scrivere di sé per ritrovare il senso della nostra vita
Un altro percorso di spiritualità lo ha suggerito, in un contributo video proposto in sala, Duccio Demetrio in relazione al metodo della scrittura autobiografica da lui sviluppato, una sorta di viaggio interiore che ci consente di ricollegare i fili della nostra vita e ritrovare consapevolezza e senso. Un cammino che si fa in compagnia, non da soli e che acquista dunque una dimensione comunitaria.